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Elezioni comunali Viterbo, Pd schiera 40 candidati dal mondo Asl

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Nel 2018, le due liste del Pd di Zingaretti per Francesco Serra sindaco contenevano una quindicina di candidati provenienti dal mondo della sanità. Una sciocchezza rispetto a oggi. Spalmati su 8 liste, gli aspiranti consiglieri comunali che si presentano all’appuntamento del 12 giugno sotto l’egida della Regione Lazio sono infatti 40. Si tratta di persone a vario titolo dipendenti della e dalla Asl, o parenti stretti di dipendenti dell’azienda piuttosto in vista per il ruolo che ricoprono. Quattro anni fa c’era da tirare l’acqua al mulino di un esponente di partito non di primissimo piano, sebbene fosse consigliere comunale uscente: Francesco Serra, cardiologo da poco nominato responsabile di unità dipartimentale. Quest’anno c’è invece da lavorare per un portabandiera ugualmente non strategico negli assetti interni, ma di ben altra esposizione politica: l’assessore regionale alle politiche sociali, Alessandra Troncarelli. Bisogna portarla sul massimo scranno di Palazzo dei Priori per evitare una brutta figura al governatore e al suo luogotenente in Tuscia, Enrico Panunzi, anche perché all’orizzonte c’è la tornata elettorale del 2023.

Una divisione, quella degli operatori sanitari, decisamente fondamentale all’interno dell’esercito chiamato a combattere la battaglia finale di una guerra, per il Pd di Zingaretti a Viterbo, senza precedenti. Soldati semplici, graduati e generali. Chi in pianta stabile, chi precario. Chi beneficiario di promozioni e incarichi, e chi magari desideroso di vederseli riconoscere a armi deposte dopo giugno. I medici sono 11. Si comincia con Antonio Castagnaro, ex primario di chirurgia della mano, e padre di un giovane da poco arrivato, tramite una società esterna, nella segreteria del direttore sanitario, Antonella Proietti. Una curiosità: di quest’ultima doveva essere candidato anche il marito, tanto che suoi santini la prima settimana di maggio già circolavano sul web. Poi, non se n’è fatto più nulla e il nome è stato misteriosamente depennato. Si dice che l’ordine di farlo ritirare sia partito direttamente dai piani alti della Cittadella della salute, preoccupati di un’operazione troppo a rischio polemiche, tanto più che sui movimenti in atto sulla formazione delle liste, tra fine aprile e inizio maggio, aveva acceso un faro lo stesso prefetto Giovanni Bruno, convocando (e poi sconvocando) una riunione del Comitato per l’ordine e la sicurezza con l’invito a partecipare rivolto ai candidati a sindaco e al direttore generale della Asl. Sempre per quanto riguarda i medici ci sono poi Enrico Zonghi, da dicembre primario oculista con incarico quinquennale; Simone Meschini, figlio dell’ex primario Carlo; Margherita Manzi, coordinatrice del settore vaccinazioni; l’ex primario Luciano Pompei; l’allergologo Salvatore Antonino Scaccianoce, a cui nel 2020 è stato rinnovato il contratto di alta specializzazione; Pietro Maria Amodio, titolare da fine 2020 di un’indennità di esclusività; Giovanni Valeri, da meno di un anno responsabile della medicina presso l’ospedale di Acquapendente; Nicola Martini, figlio della dottoressa Cristiana Morera, al quale è stato assegnato da un anno l’incarico pro tempore di direttore del dipartimento di salute mentale; Claudia Lorena Crescenzi, neo assunta al Toc (Team operativo coronavirus); e infine il radiologo Alessandro Maria Chizi.

Troviamo quindi una psicologa, Rachele Maria Magro, e il figlio del veterinario Paolo Ferrari. Il giovane, dopo aver lavorato al servizio veterinario della Asl a tempo determinato, ha trovato collocazione al ministero della salute (anagrafe zootecnica). Non mancano tre tecnici di radiologia, tra cui spicca la figlia di un noto sindacalista (Talotta); e tre tecnici (di cui due neoassunti) della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro (Tpll). Capitolo infermieri: nelle liste pro Troncarelli ce ne contano sette, tra cui una caposala e alcuni assunti da poco più di un anno e con contratto prorogato. Cinque candidati sono invece dipendenti di ditte esterne che hanno preso in appalto servizi per conto della Asl (118, pulizie, portineria e altre figure assunte per far fronte all’emergenza Covid). Tra loro il figlio del medico Roberto Catasca. E ancora: due operatori socio-sanitari con contratti a tempo determinato e una ingegnera assunta nel 2109, a cui nel 2021 è stato assegnato un incarico in struttura semplice.  Chiudono la rassegna cinque parenti stretti di dipendenti del servizio sanitario. Ad esempio, Mario Quintarelli, già dirigente Asl e consigliere comunale uscente (la volta scorsa fu rieletto proprio nelle liste di Francesco Serra), che ha un figlio preso in carico dalla Asl di Rieti; il marito della segretaria del Pd comunale, Patrizia Prosperi, la quale è titolare di una posizione organizzativa alla Cittadella della salute; e il dentista Luigi Miralli, marito dell’ex direttore della farmacia di Belcolle.  Per il Pd, Nicola Zingaretti e Enrico Panunzi, oltre che per il futuro di Alessandra Troncarelli, quella con le urne è una questione di vita o di morte.