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Viterbo, tagliano fili telecamere in sala slot. Tre a processo per tentato furto

Valeria Terranova
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Avrebbero tagliato i fili delle telecamere di sicurezza installate nella sala slot di un bar a Cura di Vetralla e furono denunciati dal titolare del locale per tentato furto. Ieri è entrato nel vivo con le deposizioni dei testimoni citati dall’accusa il processo a carico di tre imputati, originari dell’Est europeo, i quali la sera del 23 aprile del 2018 avrebbero scatenato il panico in un ritrovo del posto. “Il proprietario dell’attività commerciale si presentò da noi per sporgere querela contro tre persone e ci fornì le immagini tratte dal circuito delle videocamere di sorveglianza – ha spiegato un carabiniere che si occupò del caso-. Uno degli imputati ci è noto, gli altri due no. Dai video vedemmo soltanto uno di loro salire su un seggiolino intento a segare i fili”. Tuttavia a proposito della denuncia, il difensore di due coimputati, l’avvocato Luigi Mancini, ha precisato che nel frattempo il proprietario del bar si sia deciso a ritirare la querela sporta nell’immediato.

“Stavo lavorando al bancone quando improvvisamente scattò l’allarme antifurto e ci fu un fuggi fuggi generale – ha riferito una 29enne-. Con il mio datore di lavoro provammo a inserire il codice ma purtroppo non riuscimmo a disattivarlo e fummo costretti a chiudere. Il giorno seguente notammo che i cavi delle videocamere poste nella stanza nella quale erano dislocate le slot machines erano stati troncati, ma riuscimmo a visionare le registrazioni del giorno precedente. Dai filmati fu possibile riconoscere uno dei tre uomini, un cliente abituale del bar, il quale aiutandosi con uno sgabello riuscì ad arrivare ai fili e a tagliarli".

"Ma prima ricordo che tentarono di rompere il vetro dello schermo di una macchinetta colpendolo con un paio di forbici che poi furono ritrovate dietro la cambia soldi. Non tentarono di forzare la cassettiera della slot machine all’interno della quale erano conservati i soldi. Quando suonò l’allarme però uscirono insieme agli altri clienti”. Il dibattimento è proseguito con l’ascolto di un avventore 28enne, il quale era presente al momento del fatto e che aiutò il ristoratore a recuperare le riprese. “Diedi una mano al titolare, ma non vidi integralmente i filmati – ha affermato il teste-. Non volevo essere invadente e lasciai che fosse il gestore a guardarle con attenzione, ma riconobbi due dei tre uomini”. Si tornerà in aula l’8 febbraio del 2023.