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Viterbo, il rilancio di Aquilanti. Nasce il personal shopper

Daniela Venanzi
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“Se oggi siamo qui è perché qualcuno ci ha creduto”. L’entusiasmo e il nuovo percorso della storica società Aquilanti di Viterbo riparte dalle parole di Marco Cosimetti, l’uomo alla guida, che recita un linguaggio diverso, che spinge ad una bonaria ma profonda rivoluzione l’attività. Nella sala meeting di Villa Sofia, a Viterbo, ieri si è parlato di futuro e a farlo, oltre a Cosimetti, c’erano i fratelli Paolini, della società omonima, e Cristian Erricchiello, amministratore delegato della holding revolution. Tutte partecipate della nuova Aquilanti spa la cui famiglia detiene il 40 per cento del pacchetto azionario, mentre il 30 per cento rimane rispettivamente alla Paolini srl e alla Holding revolution.

A entrare nel dettaglio è stato proprio Errichiello che alla platea presente, costituita in gran parte dai 35 dipendenti rimasti della vecchia società viterbese, arrivata a toccare punte di oltre 200, ha spiegato cosa succederà. Quale sarà la nuova missione aziendale. In sostanza non più tanti interlocutori per i clienti ma uno soltanto. “Infatti da oggi in poi - ha spiegato Errichiello - chi entra nella Aquilanti spa troverà tutto quello che può servire per chi intraprende un percorso che vede protagonista la casa. In sostanza, da noi si troverà tutto, dall’architetto all’interior design, dal consulente per la pratica complessa, alle pratiche bonus, all’assicurazione, dall’immobiliare, a quello che si occuperà dell’arredamento, fino allo show-room. Un chiavi in meno realistico che risolve i problemi di chi, sotto stress, compie questi passi trovando spesso troppi interlocutori e mille intoppi. Sarà prevista anche una figura nuova, quella del personal shopper, chi guiderà il cliente dall’inizio alla fine nelle varie sezioni e voci di acquisto. E poi non avremo più a che fare solo con i privati che comprano un bagno da due o tre mila euro ma con clienti che verranno a spenderne 40 o 50 mila euro”.

“Cambierà gradualmente anche il tipo di clientela - spiega ancora Cosimetti - praticamente quelli che ieri erano fornitori della Aquilanti spa diventeranno clienti, con una differenza enorme, va da sé, dal punto di vista finanziario. In parole povere non si dovrà più correre dietro al credito, fattore fortemente penalizzante”. I 35 dipendenti della storica Aquilanti, quelli rimasti, si uniscono oggi ai 50 della holding revolution e ai 120 di Paolini. Arrivando a oltre 200 totali. Un futuro che parla di fiducia e di concretezza ma anche di realismo: “Non abbiamo la bacchetta magica - dice ancora Errichiello - ma le prospettive e il nuovo corso, con il dovuto tempo, segneranno un cambio di passo verso il futuro. Uniti si vince”.