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Sanità Viterbo, ospedale di Belcolle resta di primo livello

L'ospedale Belcolle, dove la donna era ricoverata prima di essere rimandata a casa

Mattia Ugolini
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Belcolle fallisce lo scatto a dea di secondo livello, cioè non diventerà ospedale ad alta specializzazione per uno o più settori. Lo si apprende dalla tabella di programmazione della rete ospedaliera della Regione Lazio per il 2022-2023. Il nosocomio viterbese dunque, contrariamente a quanto paventato dalla stessa Regione nei mesi scorsi sull’onda dell’entusiasmo per lo stanziamento dei 39 milioni dal Pnrr, deve accontentarsi di restare dea primo livello. Con la promozione, il capoluogo della Tuscia avrebbe potuto beneficiare di un centro polispecialistico per prendere in carico ed assistere i pazienti neurotraumatologici più gravi e quelli che necessitano di interventi di chirurgia toracica, evitandogli viaggi a Roma o fuori Regione. Un salto di qualità che, anche stavolta, dovrà essere rimandato a data da destinarsi.

Eppure, in tempi non sospetti, i rappresentanti della provincia alla Pisana avevano annunciato la strategia per ottenere il passaggio: l’accreditamento di 44 o 70 posti della nuova ala della struttura. Lo stratagemma, per quanto raffinato, non è riuscito, dato che i posti non sono stati accreditati. Inoltre, a Belcolle manca tutt’ora un chirurgo toracico, altro requisito necessario per la promozione. Insomma, i presupposti tecnici non ci sono e la Asl viterbese teme di non riuscire ad emulare quanto fatto dai colleghi pontini, i quali, in poco tempo, hanno portato il Santa Maria Goretti al livello superiore. Oltre a quello di Latina, gli altri ospedali dea di secondo livello sono tutti romani: Umberto I, Tor Vergata, San Giovanni, Forlanini e Gemelli.

Anche dalla politica arrivano i primi commenti: “E’ l’ennesima beffa, la città perde un’altra occasione per riqualificare il suo ospedale”, commenta Claudio Taglia, candidato consigliere per FdI ed ex primario di chirurgia maxillo-facciale a Belcolle. Per Taglia, siamo di fronte all’ennesimo caso di strumentalizzazione politica della sanità pubblica: “Per questo motivo - spiega - l’azione del sindaco è importante perché vigila sugli atti e le strategie aziendali, in quanto presidente del collegio dei sindaci sulla sanità. Come al solito, la candidata sindaco del Pd, anziché svolgere l’attività di assessore in giunta regionale e difendere il territorio viterbese dall’ennesima beffa, è impegnata in una campagna elettorale con lo slogan ‘Lavoriamo insieme’, che ricorda tanto quello della dottoressa Donetti, ‘Fare sistema’”.