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Viterbo, barriere architettoniche. Sulla Via Francigena non sono un problema

Daniela Venanzi
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Ci sono storie di inclusione che raccontano altre vite, quelle in cui a prevalere è lo spirito della sensibilità. E’ così che, con 150 magliette, il cammino di Ilenia, costretta su una sedia a rotelle, l’8 maggio è diventato qualcosa da condividere, un esempio per chi non parla mai di resa ma di vita. Tutto è nato con la presentazione del libro In cammino verso Roma - lungo la Via Francigena tra sogno e realtà, avvenuta presso l’Istituto comprensivo di Cerveteri Salvo D’Acquisto. Il desiderio di percorrere la Via Francigena dopo la lettura del libro era pari al dispiacere di non poterlo condividere con una coetanea, una ragazzina di nome Ilenia che in carrozzina sarebbe rimasta a casa. E’ qui che è entrata in gioco l’Associazione Via Francigena in Tuscia. “E’ proprio così - spiega Alessandra Croci - il progetto In cammino con Ilenia nasce da questa esigenza umana di un gruppo di ragazzini. Una iniziativa che include anche la relativa raccolta fondi per l’acquisto di una Jolette, una sorta di risciò attrezzato che ha permesso alla piccola di poter fare il viaggio con tutti gli altri”. 

 


 

 

Quale tratto avete percorso con questa compagnia speciale? 
“Dalla zona San Lazzaro alle terme di Bagnaccio, un tratto fascinoso, effettuato in mezzo a campi di papaveri, di verde e di natura. Una beatitudine per gli occhi”.
Quanti hanno risposto all’appello della vostra associazione Via Francigena in Tuscia? 
“ Questa è stata una bellissima sorpresa, perché sono stati tanti, come Il Cammino possibile - Aps,Project Tuscia, Gruppo Vip Clown di corsia, Italian Human Connection, Istituto comprensivo Salvo D’Acquisto con le insegnanti Antonietta De Pasquale e Milena Russo, la Madia del Cardinale e l’immancabile corpo di Protezione Civile San Lazzaro, veri angeli custodi per i pellegrini della Via Francigena. Una menzione speciale va alla rete di associazioni Walk for life (Viterbo Trekking, Beatrice onlus, Avis, Airi, Comitato festeggiamenti Pilastro, Modavi onlus) rappresentati da Bruno Buzzi, che anche questa volta non ha fatto mancare la sua voce, il suo estro, un cilindro speciale, la sua presenza anche sui social ha permesso a moltissime persone di seguire in diretta la camminata”. 
 

 

Un successo che va al di là dell’acquisto della jolette giusto?
"Siamo pienamente soddisfatti del risultato ottenuto sia in termini di partecipazione sia per la raccolta fondi per l’acquisto della jolette. E non finisce qui, come associazione che opera su questo percorso, abbiamo organizzato un corso per conduttori di jolette a Capranica, Proceno e Campagnano al fine di far percorrere in sicurezza la Via Francigena del Lazio del nord e, soprattutto, permettere a tutti di vivere l’esperienza di questo magico cammino”.