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Viterbo, giallo di Gradoli. Paolo Esposito chiede di lasciare il carcere

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Giallo di Gradoli, Paolo Esposito chiede di lasciare il carcere. L'elettricista, che oggi ha 54 anni, ha avanzato, tramite il proprio legale, la richiesta di arresti domiciliari per dei problemi cardiologici. Come si ricorderà l'uomo è stato condannato in via definitiva per l'omicidio e l'occultamento dei cadaveri della moglie Tatiana Ceoban, 36 anni, e della figlia Elena, 13 anni, scomparse da Gradoli il 30 maggio del 2009 e mai più ritrovate.. Paolo Esposito, va ricordato, non ha mai ammesso le sue responsabilità continuando a proclamarsi innocente e da 13 anni è ristretto nel carcere di Mammagialla.
Giovedì scorso Paolo Esposito è comparso davanti ai giudici del tribunale di sorveglianza. Collegato in videoconferenza e assistito dal suo difensore (l'avvocato Marco Valerio Mazzatosta) ha partecipato alla discussione dell'istanza di modifica della modalità di pena avanzata nelle settimane scorse. Al termine dell'udienza i giudici si sono riservati. Una decisione potrebbe arrivare nell’arco di qualche settimana.

 


 

"Il regime carcerario non è compatibile con il suo stato di salute", ha detto il difensore. Esposito intatto ha avuto un infarto a gennaio dopo del quale è stato sottoposto a un delicato intervento di angioplastica coronarica, poi avrebbe avuto un altro infarto nelle settimane successive e diversi problemi cardiaci. "E' giusto che a valutare le sue condizioni sia un medico cardiologo assente tra quelli presenti in carcere", ha ribadito il difensore.
Nei mesi scorsi sono state rigettate tre istanze presentate al tribunale di sorveglianza per motivi familiari. Esposito chiedeva di poter vedere il padre in fin di vita. gli è stato accordato solo un permesso, l'8 marzo, per poter partecipare ai funerali dopo il decesso del genitore. Già in passato l’elettricista si era visto negare diverse richieste di permesso premio. Per i giudici - nonostante in tutti questi anni abbia continuato a professarsi innocente - resta la sua potenziale pericolosità sociale.

 

Per il giallo di Gradoli è stata condannata per favoreggiamento la cognata-amante Ala Ceoban, sorella e zia delle vittime, la quale nel frattempo, finita di scontare la pena di 8 anni, è stata espulsa dall’Italia e rimpatriata in Moldavia, suo paese di origine.