Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, crac Antonveneta. Cinquecento risparmiatori della Tuscia sperano nei risarcimenti

Massimiliano Conti
  • a
  • a
  • a

Crac della Banca Antonveneta: si apre uno spiraglio per i risparmiatori e gli azionisti vittime della gestione fallimentare dell’istituto di credito. In provincia di Viterbo sono circa 500, secondo quanto rende noto il presidente della Confconsumatori Antonio Nobili, che offre assistenza legale agli azionisti e agli obbligazionisti subordinati invitandoli a costituirsi parte civile per ottenere il risarcimento dei danni. Che in alcuni casi ammontano a decine di migliaia di euro.

 

La novità emersa è che il gup di Roma, la dottoressa Calegari, ha rinviato a giudizio una dirigente della società di revisione dei bilanci PwC fissando al prossimo 4 ottobre l’inizio del processo. “Gli azionisti sono quindi ancora in tempo per costituirsi come parte civile nel processo”, fa sapere Nobili
Alla società sono contestati i reati di ostacolo all’attività di vigilanza, illecito amministrativo e falsità nelle relazioni e nelle comunicazioni dei responsabili della revisione. “Il gup di Roma, disponendo il rinvio a giudizio a carico dell’imputata e della società di revisione PricewaterhouseCoopers spa – spiega il presidente della Confconsumatori di Viterbo - ha determinato una nuova e concreta possibilità per i risparmiatori, sia azionisti che obbligazionisti subordinati della banca Antonveneta, di ottenere un risarcimento da una società molto solvibile, anche se ci saranno da affrontare ostacoli durante il dibattimento. Si tratta probabilmente del primo caso in Italia in cui, dopo un crac bancario, la società di revisione dei bilanci è direttamente accusata di aver contribuito, con i propri dirigenti, alla stesura di bilanci irregolari”.

 

 

Al termine dell’udienza preliminare, il gup capitolino ha già ammesso come parte civile la Confconsumatori Aps, difesa dall’avvocato Barbara D’Agostino del foro di Roma, per le gravi ripercussioni sui consumatori e sul mercato di borsa delle condotte ascritte al revisore. Secondo il gup i reati astrattamente commessi vanno dall’ostacolo alla vigilanza bancaria all’irregolare revisione dei bilanci (articolo 27 del decreto legislativo 39/2010): “Pertanto gli azionisti della banca e anche gli obbligazionisti subordinati hanno diritto a un congruo risarcimento dei danni”, sottolinea Nobili, che invita quindi le vittime viterbesi a costituirsi parte civile. “Possono farlo – conclude il presidente della Confconsumatori - anche coloro che hanno venduto i titoli in perdita prima del crac bancario, cioè prima del 2016. Con la nostra associazione siamo disponibile raccogliere tutta la documentazione necessaria per la costituzione entro il 20 settembre. Per ricevere ulteriori informazioni e assistenza invitiamo gli interessati a contattare la nostra sede territoriale”.