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Viterbo, ucciso in carcere dal compagno di cella. Due agenti della penitenziaria accusati di omicidio colposo

V. T.
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Detenuto ucciso in carcere dal compagno di cella, ieri 19 maggio altra udienza davanti al gip Savina Poli per due poliziotti della penitenziaria, indagati per concorso in omicidio colposo. Giovanni Delfino, 70enne viterbese, fu massacrato a colpi di sgabello all’interno del penitenziario Mammagialla la sera del 29 marzo 2019 dal 36enne di origini indiane, che fu condannato a 14 anni di reclusione a ottobre 2020 dalla corte d’Assise di Viterbo. La perizia psichiatrica effettuata nel corso del primo procedimento da due specialisti attestò che il giovane fosse parzialmente incapace di intendere e di volere.

 

La sentenza di primo grado dispose, inoltre, il trasferimento dell’omicida presso una Rems, nella quale starebbe attualmente scontando parte della pena. Il primo verdetto fu riformato dalla sentenza di secondo grado emessa ad aprile 2021 dalla Corte d’Appello che diminuì la pena a 12 anni. Nel febbraio 2019 Singh Khajan fu arrestato a Cerveteri e tradotto nella casa circondariale di Civitavecchia per tentato omicidio nei confronti di un 70enne. Successivamente il trentenne fu trasferito a Viterbo e venne segnalato come “soggetto pericoloso”.

 

Secondo l’accusa, i poliziotti non potevano non essere a conoscenza della pericolosità del 36enne, il quale avrebbe dovuto stare in cella da solo, e non potevano non sapere che c’erano due celle singole disponibili. Uno degli indagati che ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato sarà sentito il 22 giugno e il 30 giugno si celebrerà la discussione che riguarderà entrambi.