Cerca
Logo
Cerca
Edicola digitale
+
In evidenza

Viterbo, testata alla moglie che chiede soldi per la spesa. Militare a processo

  • a
  • a
  • a

Avrebbe impedito alla moglie di vaccinare il figlioletto e le avrebbe negato i soldi necessari per fare la spesa e sferrandole una testata a maggio del 2019 al culmine di una discussione. Ieri un ufficiale delle forze armate, accusato di maltrattamenti in famiglia aggravati dalla ex consorte, ha fornito la propria versione sui fatti a lui contestati di fronte al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini. “Ammisi sin da subito quello che feci quando presentai un esposto in questura all’indomani dell’evento, ma spiegai anche che il mio gesto maturò in una condizione di prostrazione psicologica – ha raccontato l’imputato-. La persona violenta tra noi era lei. Quel giorno la lite scoppiò a seguito di un acquisto sbagliato che feci comprando dei pantaloni per nostro figlio di una taglia più grande. Lei si arrabbiò e cominciò a insultare i miei parenti, a dare pugni sui muri, sulle porte e io in quel momento pensai solo al piccolo, portandolo nella nostra camera da letto per farlo distrarre e non fargli sentire tutta quella confusione. La sollecitai più volte a moderare i toni soprattutto per il bambino, ma lei non volle sentire ragioni. Così la situazione degenerò dopo che lei mi mise le mani in faccia e io le diedi una testata, ma non forte”.

 

 

A tale proposito, il pm Eliana Dolce ha fatto notare all’imputato che dal referto medico risultano 20 giorni di prognosi. “Era frustrante sentire continuamente tutte quelle ingiurie. Confessai tutto per amore di mio figlio, perché lui merita la verità”, ha ribattuto il militare. Interrogato dal proprio difensore, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, l’uomo ha fornito ulteriori particolari sul menage familiare, precisando che i litigi non accaddero mai davanti al bimbo.

 

“Nell’ottobre 2013 la mia ex moglie aveva un’attività in società con un’amica, ma avevano dei debiti e io pagai 2 multe con due bonifici da circa 1500 euro, in seguito lei smise di lavorare – ha continuato l’ufficiale-. Sono sempre stato parsimonioso, ma per mio figlio non bado a spese. Il giorno che la mia lei stabilì di fare il tampone al piccolo io le risposi di posticiparlo al giorno seguente in modo che potessi essere presente. Lei tendeva a escludermi e invece io volevo e voglio esserci in queste circostanze. Quando aveva bisogno di soldi le lasciavo somme più consistenti. Feci da garante per la sua nuova casa in affitto nonostante il procedimento penale a mio carico fosse già iniziato. La mia ex moglie mi denunciò a giugno del 2019 e tra fine luglio e gli inizi di agosto dello stesso anno ricevetti il decreto di separazione”. Si tornerà in aula il 15 giugno.