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Viterbo, cinghiali in città. Pronto piano per contenere gli animali nelle aree Arcionello e Monte Casoli

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Cinghiali nei cortili dei palazzi. Anche in centro, dove si moltiplicano le segnalazioni e le proteste dei cittadini. Emblematica la foto, scattata domenica, di tre esemplari che si aggiravano in via Asolone, a trenta metri da piazza Crispi. Qualche settimana prima, al Murialdo, uno era entrato addirittura all’interno di un portone. E dunque il problema non è più solo degli agricoltori - alle prese da anni con danni ingenti alle coltivazioni - o degli automobilisti che hanno la sfortuna di trovarseli davanti soprattutto di notte. 
Si inserisce in questo quadro, anche alla luce dell’emergenza a Roma per la peste suina, l’invio in Regione nei giorni scorsi, da parte della Provincia, dei piani quinquennali per il controllo della specie nelle aree protette. La gran parte degli animali scende in città dal Parco dell’Arcionello e le misure previste dalla Provincia vanno ora nella direzione di risolvere a monte il problema cercando di contenere il loro numero proprio dentro l’area protetta.

 

I piani sono due: uno riguarda appunto la Riserva naturale regionale Valle dell’Arcionello ed è stato firmato dal dottor Riccardo Primi, l’altro la Riserva naturale provinciale Monte Casoli di Bomarzo ed è stato curato dal dottor Paolo Viola.
Essi, oltre alle aree protette vere e proprie, riguardano anche le circostanti zone “cuscinetto” di 3 chilometri. Qui il contenimento potrà essere eseguito attraverso l’apporto delle squadre di cacciatori classiche senza limiti di persone e con il possibile utilizzo di più cani. All’interno delle riserve, invece, sarà ammessa solo la girata o la caccia di selezione. Vale a dire le battute con pochi cacciatori e l’utilizzo di un solo cane addestrato oppure la caccia con un singolo senza cani. Poi ci sono le catture che avverranno tramite trappole o gabbie speciali. I cinghiali di troppo saranno poi trasferiti in zone più “libere”.

 

Inoltre, secondo il piano presentato in Regione, che ora dovrà essere valutato, dopodiché sarà approvato, è prevista una stima degli animali presenti nelle riserve. Solo per l’Arcionello se ne stimano alcune centinaia (ma il numero preciso al momento non si conosce) in una zona vasta 6.460 ettari che comprende anche il parco vicino al bivio per Canepina, oltre al parco e alcune zone abitate.
E’ la prima volta che la Provincia presenta un piano del genere. Alla realizzazione hanno partecipato anche gli ambiti territoriali di caccia (Atc) e la Comunità montana dei Monti Cimini. “E’ nostra ferma intenzione quella di dare finalmente risposte concrete ai cittadini su un problema con il quale sono obbligati a convivere quotidianamente. Un problema che ormai, purtroppo, riguarda anche l’incolumità delle persone”, assicura il presidente dell’amministrazione di via Saffi Alessandro Romoli.