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Viterbo, stipendio del sindaco. In tre anni passerà da 4.509 a 9.660 euro lorde

Massimiliano Conti 
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Caro sindaco. Non è l’inizio di una lettera ma l’effetto della legge 234/2021 che ha alzato le indennità dei primi cittadini, e a cascata di tutti gli altri amministratori comunali, parametrandole a quelle dei presidenti di Regione. Il risultato è che domenica 26 giugno il vincitore al ballottaggio di questa affollatissima contesa elettorale del capoluogo brinderà, oltre che al successo e alla fiducia ricevuta dai viterbesi (quelli che troveranno la forza di andare a votare), anche alla cospicua busta paga mensile: 6.850 euro lorde contro le vecchie 4.509 percepite dal “povero” Giovanni Arena. Ovvero 2.341 euro in più, che in tempi di inflazione galoppante buttali via.

 

 

Si sa che oltre allo spirito di servizio, all’interesse comune e agli altri nobili principi che ispirano l’attività politica, di solito un amministratore ha anche una famiglia da mantenere. E così alla fine dello scorso anno, con l’approvazione della legge di bilancio, il governo Draghi ha pensato bene di allentare di nuovo un po’ la cinghia alla “casta”, approfittando della crisi identitaria, spirituale e soprattutto elettorale attraversata da quelli che avevano cercato in tutti i modi di stringerla: gli ex fondamentalisti ed ex pauperisti a Cinque Stelle. Peraltro, i 2.341 euro di aumento che scatteranno quest’anno per il nuovo sindaco di Viterbo, sono solo un antipasto. Nel 2023, il secondo scatto prevede un incremento di altre 1.171 euro, mentre a regime, cioè nel 2024, l’inquilino di Palazzo dei Priori percepirà il 114% in più rispetto a quanto guadagnava Arena prima di essere giubilato dalla sua maggioranza: in soldoni 9.660 euro lorde. Più del doppio. 

 

E’ questo infatti il meccanismo degli aumenti progressivi previsto dalla già citata legge 234 per i Comuni capoluogo con una popolazione compresa tra i i 50 e i 100 mila abitanti, qual è appunto Viterbo. L’indennità del sindaco non sarà, come detto, l’unica a lievitare. D’altra parte l’apporto degli assessori, come dimostra l’esperienza dell’ultima amministrazione, è decisivo per la crescita e lo sviluppo della città. Così il prossimo vicesindaco passerà dai 3.382 euro lordi del 2021 ai 5.138 di quest’anno, ai 6.016 del 2023 e infine ai 7.245 del 2024. L’indennità degli assessori e del presidente del Consiglio comunale salirà invece quest’anno da 2.705 euro a 4.110, che diventeranno 4.813 nel 2023 e 5.796 nel 2024. 
Per la cronaca, il compenso degli amministratori locali è ancorato a quello dei presidenti di Regione, con il parametro che scende in proporzione al numero di abitanti. Nei comuni capoluogo sotto ai 100 mila abitanti l’indennità del sindaco è in pratica il 70% di quella del governatore.