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Viterbo, multa al Comune di Orte per uso illegittimo delle fototrappole

Sergio Nasetti
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Il garante per il trattamento dei dati personali ha sanzionato il Comune di Orte per l’illegittimo utilizzo di fototrappole, per importo pari a 20 mila euro. A portare all’attenzione il provvedimento è il gruppo Direzione Domani attraverso i social.
“Così uno strumento utilissimo a sanzionare ‘gli zozzoni’ che sporcano Orte – dicono da Direzione Domani -, é stato un giocattolo dato in mano a chi non aveva né titoli né caratteristiche per usarle. Una domanda ci pare giusta: ma che ne pensa l’ex assessora all’Ambiente (Ida Maria Stella Fuselli), dato che oggi sta anche nei banchi della maggioranza? In tutto ciò a pagare tranquilli, saremo noi cittadini”.

 

 

Il provvedimento, avviato all’inizio del 2020, a seguito di una segnalazione della presenza di: “dispositivi di video/audio ripresa verosimilmente compatibili con le fototrappole che normalmente si utilizzano per la repressione dei reati di illecito smaltimento dei rifiuti, sebbene nessun documento in materia sia apparso pubblicato all’albo pretorio del Comune e senza che i soggetti ripresi fossero consapevoli di tale circostanza, omettendo di considerare i profili di protezione dei dati sottesi al trattamento in questione, prima di effettuare lo stesso”. 

 

 

E poi: “Il titolare ha, peraltro, prestato una scarsa collaborazione con l’autorità nel corso dell’istruttoria, fornendo informazioni ed elementi caratterizzati da vaghezza e imprecisione, ben oltre i termini assegnati ed ha trattato i dati personali di un numero elevato di interessati, sebbene durante un lasso temporale non particolarmente esteso”.
In fase istruttoria l’amministrazione comunale di Orte aveva controbattuto spiegando: “di aver effettuato un limitato utilizzo delle fototrappole, al solo fine di testarne il funzionamento, di aver successivamente collocato saltuariamente i dispositivi sul proprio territorio, privi di scheda e batteria, come forma di dissuasione, per poi cessare del tutto ogni utilizzo degli stessi”.
Il garante però non ha ritenuto soddisfacenti le motivazioni decidendo di punire il Comune con la multa di ben 20 mila euro. 
“Si confermano le valutazioni preliminari dell’ufficio – viene precisato nel provvedimento – e si rileva l’illiceità del trattamento di dati personali effettuato dal Comune, per aver trattato dati personali mediante dispositivi video, in violazione del regolamento”.