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Viterbo, maltrattamenti. Tenta di investire ex moglie e figlio. Trentenne accusato di maltrattamenti

Valeria Terranova
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Avrebbe tentato di investire con la propria auto la ex compagna che stava scappando da lui con il figlioletto in braccio. A raccontare la vicenda risalente alla fine del lockdown, la presunta vittima che ha testimoniato in tribunale: una 28enne, residente a Tuscania, che il 29 giugno del 2020 sporse denuncia contro l’ex marito, un trentenne, finito a giudizio davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini con l’accusa di maltrattamenti in famiglia.

 

 

“Mi allontanai da casa un mese prima dall’ultimo episodio che mi portò a presentare la querela – ha riferito la presunta vittima-. In quel periodo continuavamo a frequentarci per il bene di nostro figlio che all’epoca aveva un anno e mezzo. Quel giorno ci incontrammo e iniziammo a parlare del nostro rapporto e scoppiò una discussione. Lui cominciò ad alterarsi e io mi incamminai verso la mia macchina. Mi fermò afferrandomi per il mento dicendomi che non potevo andare via. Cercavo di calmarlo ma raggiunsi l’auto e misi il bambino nel seggiolino e feci per andarmene quando lui prese il bimbo e nell’andargli incontro per riprendere il piccolo, ma non mi faceva avvicinare, dicendomi ‘vattene, levati’, allontanandomi con un braccio, nonostante allo stesso tempo io cercassi di placarlo, tanto che mi strappò pure la maglietta. Quando riuscì a prendere tra le braccia il mio figlioletto e scappai mentre lui salì a bordo della mia vettura e cominciò a inseguirmi andando a forte velocità e urlando ‘ adesso ti prendo sotto’. A quel punto due vicini di casa che si erano affacciati dal balcone mi videro e mi fecero salire a casa loro e chiamai un centro antiviolenza e i carabinieri, anche perché alcuni giorni prima mi mandò dei messaggi vocali nei quali mi diceva ‘ti ammazzo’, ‘non ti devi avvicinare al bambino’, e iniziai a preoccuparmi in quanto era un’altra persona”.

 

La giovane, che ha rinunciato alla costituzione di parte civile, sollecitata dalle domande delle parti, ha proseguito spiegando che in passato l’imputato aveva avuto altri comportamenti violenti nei suoi confronti anche quando era in stato interessante. Nel corso dell’udienza è stato sentito anche il padre della ragazza, un 50enne, statunitense, il quale è stato in grado soltanto di dichiarare di non aver mai notato atteggiamenti aggressivi da parte dell’ex genero nei riguardi della figlia, ma di averlo visto sferrare un pugno al loro cagnolino. A causa dei problemi linguistici emersi durante la testimonianza, il 50enne americano dovrà deporre in una delle prossime sedute alla presenza di un interprete.