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Viterbo, giovane perseguitata dall'amante e picchiata dalla moglie

Valeria Terranova
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Fu perseguitata da un uomo, sposato e padre di tre figli, con il quale instaurò una relazione clandestina e picchiata dalla moglie di lui che scoprì il tradimento. E’ la storia di una ragazza residente in un piccolo centro del Viterbese che dopo essere stata assillata e molestata dalla coppia decise di trascinare in tribunale i due coniugi, i quali ora devono rispondere del reato di stalking. La giovane, difesa dall’avvocato Matteo Moriggi, si è costituita parte civile nel procedimento a carico della coppia d'imputati che si è aperto ieri davanti al giudice Roberto Colonnello con l’udienza riservata all’ammissione delle prove.

La vicenda risale all’anno scorso e si consumò in un paese della Tuscia. Da quanto appreso finora, sembrerebbe che all’inizio la storia d’amore tra i due amanti andasse a gonfie vele, ma per la ragazza l’incubo iniziò a palesarsi a distanza di pochi mesi. Secondo le ricostruzioni degli inquirenti, la relazione con quello che poi si dimostrò essere l’uomo sbagliato cominciò a scricchiolare a causa dei comportamenti ossessivi di lui, diventato possessivo e geloso nei confronti dell’avvenente amante, sempre più insofferente di fronte alle continue prepotenze del compagno, che sarebbe stato un maniaco del controllo. Le discussioni tra loro sarebbero deflagrate in continui litigi, tanto da mettere a repentaglio il legame sgorgato all’insaputa di tutti e tenuto segreto, per quanto possibile, ma non del tutto.

Infatti, nel frattempo, stando a quanto emerso, le chiacchiere avrebbero raggiunto le orecchie della moglie dell’imputato, la quale venendo a conoscenza dell’infedeltà del marito e accecata dalla rabbia andò a chiedere spiegazioni alla giovane, alla quale poi presentò il conto, dandogliene di santa ragione. In particolare, l’imputata si sarebbe presentata sul posto di lavoro della presunta vittima, aggredendola e prendendola a botte. In seguito, la ragazza avrebbe sporto diverse querele contro la coppia e nel 2021 fu disposto nei confronti degli attuali coimputati la misura cautelare del provvedimento di divieto di avvicinamento alla vittima e ai luoghi da lei frequentati. Così per moglie e marito scattò il giudizio immediato.