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Viterbo, murales Sant'Angelo. Nuova sconfitta in tribunale per Acas

Massimiliano Conti
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Nuova sconfitta in tribunale per l’associazione Acas sulla vicenda dei murales di Sant’Angelo di Roccalvecce, ormai noto in tutta Italia come il Paese delle fiabe (nei giorni scorsi Manuela Arcuri lo ha scelto per girare il suo videoclip “Sono come te”). Il tribunale ordinario di Roma ha infatti respinto il ricorso dell’associazione guidata da Gianluca Chiovelli, che si era rivolto in prima istanza ai giudici di Viterbo contestando la violazione del copyright nonché l’atteggiamento ostruzionistico messo in atto da parte del Comune e chiedendo un milione di risarcimento danni. Il giudice viterbese Maria Carmela Magarò aveva condannato l’Acas a pagare 5 mila euro di spese legali rimettendo il tutto - per incompetenza - alla sezione specializzata per le imprese del tribunale di Roma.  In questo caso il giudice Tommaso Martucci, entrando nel merito, non ha ravvisato alcuna violazione del diritto d’autore e ha condannato di nuovo l’Acas a rifondere al Comune di Viterbo (rappresentato dall’avvocato Massatani) 3.500 euro di spese legali.

Il pomo della discordia è l’ormai famoso murales dei tre porcellini che, su proposta dell’ex consigliere di maggioranza Sergio Insogna, doveva essere realizzato sulla facciata della scuola di Sant’Angelo. Palazzo dei Priori, nella persona dell’allora assessore al Patrimonio Paolo Barbieri, aveva affidato il lavoro (la delibera fu approvata dall’ex giunta all'unanimità) all’associazione orvietana il Cosmonauta, al prezzo di 10 mila euro, provocando l’ira funesta dell’associazione Acas, quella che in pochi anni ha trasformato, a colpi di murales a tema fantastico, l’anonima frazione viterbese nel “paese delle fiabe”. L’Acas e il suo presidente Chiovelli accusavano l’ex amministrazione Arena di aver posto in essere “un comportamento ostruzionistico, nonché pratiche di appropriazione illegittima e illecita” nonché “di plagio del progetto creativo”. Per la cronaca, l’Acas aveva poi bruciato sul tempo il Comune facendo realizzare sullo stesso tema dei tre porcellini un murales sulla facciata di un edificio in via della Chiesa.

“A prescindere dalla qualificazione delle opere attoree come artistiche - scrive il giudice Martucci nella sentenza del 4 maggio scorso - le condotte ascritte dalla Acas al Comune di Viterbo, descritte come ‘atteggiamenti ostruzionistici e sabotatori oltre che minatori dell’odierna resistente rispetto al progetto Acas’ non possiedono alcuno dei requisiti idonei a violare i diritti previsti dalla legge numero 633/1941 e dal diritto eurounitario a tutela del diritto d’autore”.