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Santa Rosa Viterbo, si mette in moto la macchina organizzativa

Daniela Venanzi
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La macchina organizzativa del trasporto di Santa Rosa, seppur lentamente, si rimette in moto. A metà settimana il commissario Antonella Scolamiero incontrerà il nuovo prefetto Antonio Cananà, anche se, come spiega lo stesso commissario: “Questa importante tradizione prevede un iter complesso che riguarda il primo cittadino, per cui l’organizzazione spetterà al nuovo sindaco di Viterbo una volta effettuate le elezioni”.

A metà giugno, sicuramente, ci sarà il primo comitato, “ma di comitati ne seguiranno diversi in vista del 3 settembre”, dice ancora Scolamiero. Insomma, in attesa delle elezioni che decideranno chi sarà il nuovo sindaco, l’iter in vista del 3 settembre prende il via, ma sarà poi il sindaco a dover procedere perché si arrivi in porto. “In questo momento - continua infatti Antonella Scolamiero - per me ci sono compiti più urgenti e indifferibili, come ad esempio quello delle elezioni e dei referendum, stiamo lavorando per essere pronti a questi appuntamenti che richiedono una preparazione specifica. Tra venti giorni si vota, e in vista di questa chiamata elettorale e referendaria nulla può essere lasciato al caso. Ci sono cose interne amministrative, sulle quali non posso essere più specifica ma che sono impegnative e da portare a termine, da qui al momento delle elezioni e dei referendum”.

Avrà quindi subito una bella gatta da pelare il nuovo primo cittadino, che si vedrà alle prese con l’arduo compito di programmare l’attività amministrativa, ma prima ancora si dovrà subito muovere per portare a compimento il trasporto della macchina di Santa Rosa, un appuntamento di cui i cittadini sono a digiuno da ben due anni e al quale non sono risposti a rinunciare per nulla al mondo. In primis i facchini e l’architetto Ascenzi: sua, infatti, ancora una volta, Gloria, la macchina che passerà per le vie della città. Una torre di fascino e luce alta 30 metri e pesante 50 quintali. Senza dimenticare il problema delle risorse economiche che con un commissario all’opera e una città in crisi non devono essere affatto così floride. Non resta che attendere il responso delle urne e vedere muovere i primi passi, in fretta e spediti, da parte del neo sindaco di Viterbo, chiunque esso sia, alle prese con l’evento più importante per i viterbesi.