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Viterbo, allarme Confartigianato: “Nella Tuscia 6.400 imprese abusive”

B. M.
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Confartigianato lancia l’allarme sul lavoro sommerso. “3,2 milioni di pericolosi fantasmi - spiega Confartigianato - si aggirano per l’Italia: sono i lavoratori irregolari e gli operatori abusivi che popolano il sommerso, quel mondo parallelo che vale 202,9 miliardi e rappresenta l’11,3% del Pil e il 12,6% del valore aggiunto, in cui non esistono regole e che produce danni ingenti alle imprese, alla sicurezza dei consumatori e alle casse dello Stato”. Secondo uno studio di Confartigianato, Viterbo si attesta a metà classifica, con 6.400 abusivi che si fingono imprenditori. In particolare, i rischi maggiori di infiltrazione abusiva li corrono le imprese artigiane, soprattutto nei settori dell’edilizia, dell’acconciatura ed estetica, dell’autoriparazione, dell’impiantistica, della riparazione di beni personali e per la casa, del trasporto taxi, della cura del verde, della comunicazione, dei traslochi.

 

Nel Lazio il fenomeno degli irregolari in questi settori supera il 15%. Ma, secondo le stime contenute nell’analisi di Confartigianato, è nel Nord che si annida il maggior numero di abusivi che si fingono imprenditori. La classifica regionale vede infatti in testa la Lombardia dove l’economia sommersa ne ‘arruola’ 130.800. Seguono la Campania (121.200), il Lazio (111.500), Sicilia (95.600) e Puglia (78.100).

 

“La situazione è molto seria, oggi più di ieri - spiega il segretario di Confartigianato Imprese di Viterbo, Andrea De Simone -. A rischio c’è la salute: dei cittadini, delle imprese, dello Stato, perché l’abusivismo è un morbo che può farci male in ogni situazione della nostra vita”. Proprio per contrastare questo fenomeno Confartigianato ha lanciato una campagna nazionale di informazione contro l’abusivismo dal titolo “Occhio ai furbi! Mettetevi solo in buone mani”. Tre gli obiettivi dell’iniziativa. Come veicolo del messaggio è stato scelto il fumetto.