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Viterbo, spaccio. Scagiona imputato ma rischia di essere indagato per calunnia

V. T.
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Avrebbe spacciato droga ai compagni del Liceo nel 2018. Con questa accusa è finito nei guai un ragazzo di origini sudamericane. Nel corso dell’ultima udienza è stato ascoltato un ventenne che all’epoca dei fatti frequentava con l’imputato lo stesso istituto scolastico del capoluogo, ma che davanti al collegio del Tribunale di Viterbo ha fatto “fatica” a riepilogare la vicenda risalente al novembre di 4 anni fa.

 

“Conoscevo l’imputato perché era un mio compagno di scuola - ha affermato il ragazzo -. In quel periodo fumavo marijuana e hashish, però le sostanze non le ho mai acquistate da lui, ma da una ragazzo di colore”. Il pm, Chiara Capezzuto, ascoltando le prime parole del testimone chiamato a deporre sui fatti in contestazione in qualità di teste dell’accusa, ha ricordato al giovane di aver esposto dettagli diversi agli investigatori, ai quali riferì invece che la droga l’avrebbe fornita proprio l’imputato. “Non è vero che me la dava lui, la compravamo insieme per consumarla”, ha risposto il ventenne a tale proposito. A questo punto anche il giudice Elisabetta Massini, presidente del collegio, è intervenuto spiegando al ragazzo di essersi impegnato a dire la verità prima di rendere la deposizione. Incalzato ancora dalle domande del pm, volte a sviscerare la questione, il ventenne ha offerto una versione differente. Infatti, nonostante il pubblico ministero, riprendendo il discorso e ripercorrendo quanto raccontato agli inquirenti, abbia specificato che allora, ancora adolescente, fu trovato in possesso di droga e che a tale riguardo affermò di averla comprata la sera prima per 20 euro dall’imputato, il teste ha continuato a negare.

 

“In quella circostanza ero sotto pressione - ha affermato il ventenne -. Ero nel panico più totale e ho mentito anche perché mio padre era presente”. Alla fine dell’audizione il pm ha inviato gli atti alla Procura e pertanto il giovane adesso potrebbe rischiare di essere accusato di falsa testimonianza e calunnia. Il dibattimento proseguirà il 14 settembre per l’ascolto degli ultimi testimoni compresi nella lista del pm. In particolare è attesa la testimonianza di un carabiniere, che, stando a quanto emerso, avrebbe assistito allo scambio tra il presunto pusher e l’acquirente.