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Viterbo, cinghiali e serpenti nel parco di via Cima. Paura alla Grotticella

Mattia Ugolini
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Parco di via Tullio Cima ostaggio del degrado, residenti preoccupati. In via Cima, alla Grotticella, la vegetazione ha preso il sopravvento, rendendo il parco comunale letteralmente inaccessibile ai cittadini. Lì, dietro la chiesa della Mazzetta, adiacente al giardino pubblico, c’è una zona residenziale e gli abitanti, da qualche mese, devono fare i conti con degli ospiti sgraditi quali cinghiali, volpi e, addirittura, serpenti.

 

Il parco, piuttosto grande, dalla primavera del primo lockdown - complice una manutenzione non proprio efficiente del verde pubblico - si è trasformato in una vera e propria selva, attirando gli animali che, naturalmente, creano notevoli disagi. Soprattutto di notte, ma ultimamente anche di giorno, come dimostrano diverse foto scattate dai residenti. Uno di loro rivela al Corriere che la situazione è questa da almeno due anni e che, in alcuni casi, cinghiali e serpenti si sono spinti fin dentro i giardini delle case. Eppure, ad inizio 2021, l’allora assessore Enrico Contardo aveva anche proposto di intitolare lo spazio di via Cima a Jan Palach, studente cecoslovacco suicidatosi durante la primavera di Praga per manifestare contro l’occupazione sovietica. Iniziativa, quella di Contardo, decisa a rilanciare quell’area tranquilla, quasi isolata ma, al contempo, di straordinaria bellezza ed importanza storica. Difatti, seguendo un sentiero oggi cancellato a causa della proliferazione di rovi ed ortiche, si può risalire ad uno spiazzo che dà direttamente sul Fosso Mazzetta, la cui acqua arriva - oggi sotterraneamente - fino a San Pellegrino. Secondo autorevoli studi, proprio in corrispondenza di quel corso d’acqua vide la luce il piccolo vicus etrusco di Surina, nel quale si stabilì il primo nucleo abitativo viterbese.

 

Il Fosso Mazzetta era il torrente più illustre della capillare rete idrica cittadina, in quanto nominato nella legge sulla gestione delle acque del ‘200. Avvicinandosi, si può ascoltare nitidamente lo scroscio d’acqua di quel torrente, ormai sommerso dall’erba infestante e divenuto luogo di bivacco per gli animali selvaggi che, da un paio di anni, si sono trasferiti in città. Al momento, dal Comune, il commissario Antonella Scolamiero non ha fatto sapere se e quando sarà possibile procedere almeno allo sfalcio dell’erba. I cittadini attendono.