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Viterbo, chiuse Rio Vicano manomesse. Un sorpreso a Castel Sant'Elia

Alfredo Parroccini
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Il caso Rio Vicano arriva sulla scrivania del magistrato.Disastro ambientale, manomissioni delle paratoie delle chiuse, di questo si tratta. “Nella prima metà di marzo 2021- spiega il consigliere comunale con delega all’Ambiente Simone Cesetti- mi veniva comunicata la presenza di un estraneo sorpreso all’interno delle chiuse, area in cui solo la Regione Lazio può accedere e manovrare i meccanismi che regolano il flusso di acqua in uscita dal lago di Vico da cui si genera il Rio Vicano. Ho reputato fosse doveroso avvisare con mail ufficiale il dirigente dell’area di vigilanza bacini idrografici di quanto accaduto e questo è stato l’inizio di tutto. Da quella data sono partite le indagini, con continue integrazioni ai verbali riportanti ogni informazione utile presso la stazione dei Carabinieri di Castel Sant’Elia."

 

"Il nostro Comune - continua - grazie alla prontezza del sindaco Vincenzo Girolami, è stato il primo tra quelli coinvolti a costituirsi parte lesa, fornendo tutte le informazioni di cui eravamo a conoscenza sui fatti accaduti dal 2017, anno dell’insediamento,e di tutte le azioni messe in campo fino a quel giorno. Anche il Comune di Nepi, nel nome del sindaco Franco Vita, avendo anch’esso riscontrato l’aggravarsi negli anni della carenza idrica nel Rio Vicano, ha presentato un ulteriore esposto in Procura contro ignoti per danno ambientale che va ad unirsi a quelle inoltrate anche dalla Regione Lazio per manomissioni alle paratoie. In un momento storico nel quale, dalle elaborazioni scientifiche effettuate da Irsa-Cnr a febbraio 2022, emerge una significativa condizione di siccità che interessa in particolare il territorio della Regione Lazio, pertanto si determinerebbe molto probabilmente condizioni di criticità diffuse in termini di disponibilità della risorsa idropotabile, che comporterebbe l’adozione di misure di tipo emergenziale come riduzioni delle pressioni nelle reti di distribuzione, turnazioni, approvvigionamento mediante autobotti, installazione di serbatoio di emergenza, manomettere le chiuse per abbassare il livello del lago è un atto da condannare. Nel frattempo, il comando della stazione carabinieri di Castel Sant'Elia, che ha curato le indagini, è riuscito ad individuare l’estraneo che è stato sorpreso a muovere le chiuse pur non essendo titolato".

 

"L’individuo- conclude il consigliere Simone Cesetti- potrebbe essere collegato ad alcune attività commerciali presenti sul lago di Vico. Siamo la parte lesa, abbiamo responsabilità di tutela del nostro territorio, sono i cittadini a chiederlo ed è nostro dovere farlo”.