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Viterbo, scuola. Concorso straordinario per 200 precari

Massimiliano Conti
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E’ l’ultima spiaggia prima che la riforma del reclutamento presentata dal ministro Bianchi cambi definitivamente le regole di un gioco sempre più al massacro. E’ il concorso straordinario bis per i docenti precari delle scuole secondarie di primo e secondo grado (medie e superiori), abilitati e non, con almeno tre anni di servizio alle spalle che sta per essere bandito. E che, in provincia di Viterbo, interessa più di 200 supplenti storici.

 

Nei giorni scorsi il ministero ha trasmesso la bozza del bando con le tabelle dei posti disponibili - divisi per classe di concorso e per regione - ai sindacati. Dai quali è arrivata subito una valanga di critiche. In Italia le cattedre in palio sono in totale 14.420 (buona parte al Nord), nel Lazio 1.566, mentre Usr e provveditorati non hanno ancora pubblicato le disponibilità per singola provincia. L’ultima spiaggia, dicevamo. A giocarsi la carta di questo straordinario bis sono tutti quelli che non hanno superato o non hanno potuto partecipare (perché non avevano ancora maturato i tre anni di servizio) all’analogo concorso del 2020. Molti di loro sono reduci dal massacro del concorso ordinario tuttora in corso (si stanno svolgendo le prove orali), che ha visto il 95% dei candidati bocciati nell’ipernozionistica prova a crocette computer based. Per questi precari il bando in arrivo (è questione di giorni) è dunque l’ultima chiamata per ottenere l’agognato ruolo con una procedura semplificata (si fa per dire). Dopodiché, salvo nuovi interventi legislativi, la strada maestra per conquistare la cattedra a vita sarà il concorso ordinario, che dovrebbe diventare annuale. Lo straordinario bis prevede la sola prova disciplinare e dovrà svolgersi entro il 15 giugno 2022. I vincitori avranno un contratto a tempo determinato nel prossimo anno scolastico e parteciperanno, a proprie spese, a un percorso di formazione, anche in collaborazione con le università, per integrare le competenze professionali. Nel corso del contratto a tempo determinato svolgeranno inoltre il percorso annuale di formazione iniziale e prova.

 

“Come Uil Scuola ribadiamo le forti contrarietà rispetto a questa procedura che non risolve il problema del precariato, ma addirittura rischia di aggravarlo - dichiara la segretaria provinciale, Silvia Somigli -. Intanto il ministero ha escluso i posti di sostegno. Inoltre, i docenti che hanno partecipato alla procedura delle Gps di I fascia con contratto a tempo determinato finalizzato alla immissione in ruolo (decreto sostegni bis) sono esclusi dalla procedura a prescindere dalla tipologia di posto su cui sono stati assunti (se sostegno o classe di concorso). Ancora: prevedere il requisito dei 3 anni di servizio solo negli ultimi 5 anni ridurrà ulteriormente la platea. Una politica, quella delle esclusioni e delle limitazioni, che disvela la non volontà di risolvere i problemi del precariato". Per quanto riguarda il contratto a tempo determinato e il relativo periodo di formazione, secondo la Uil, si continua con un percorso frastagliato e a ostacoli: “Ci vorrebbe un vigile urbano che decide chi passa e chi sta fermo, un inferno per i precari. Per cui i docenti avranno non solo un contratto a tempo determinato per un anno, dopo aver comunque superato una prova concorsuale, ma dovranno anche pagare di tasca propria il percorso di formazione”. Nel mirino anche il problema dell’abilitazione e la graduatoria degli idonei: “Il ministero ha deciso autonomamente che per i docenti vincitori sprovvisti di abilitazione quest'ultima sarà acquisita solo all’atto della conferma in ruolo”. Per quanto riguarda la graduatoria dei “soli” vincitori, secondo la Uil è altresì “necessario lasciare la possibilità di eventuali scorrimenti per eventuali rinunce a chi comunque ha partecipato alla procedura e non è risultato nei vincitori”. Infine, a lasciare perplessi i sindacati è la tempistica: “Il bando non è stato ancora pubblicato, si avranno 30 giorni di tempo per la presentazione delle domande e la convocazione da parte degli Uffici dovrà essere recapitata al candidato almeno venti giorni prima rispetto alla prova. È l’ennesimo procedimento che non andrà a buon fine – conclude la segretaria provinciale della Uil Scuola - . O, ancora peggio, inizierà male e finirà malissimo, come tutti gli altri concorsi pensati dal ministero, sempre a danno dei precari”.