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Viterbo, controllori dei bus Cotral minacciati. Il pm chiede 4 mesi

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Chiesti 4 mesi di reclusione per due stranieri che nell’autunno del 2018 minacciarono tre controllori di un pullman della Cotral che viaggiava dal capoluogo in direzione Orte. Era il pomeriggio del 10 ottobre di 4 anni fa quando a bordo di un bus si scatenò un putiferio. A ricostruire la dinamica dei fatti un militare dell’Arma della stazione locale che intervenne sul posto.

 

“Quel giorno insieme a un collega eravamo di pattuglia, quando intorno alle 17.50 la centrale operativa ci sollecitò a recarci con urgenza dandoci le coordinate del luogo da raggiungere”, ha spiegato un carabiniere in aula davanti al giudice Roberto Cappelli mercoledì 4 maggio. “Quando arrivammo in località Rifugio a Orte trovammo il veicolo fermo a bordo strada – ha proseguito l’operante-. I tre dipendenti ci vennero incontro e ci raccontarono che due ragazzi di colore sprovvisti di biglietto cominciarono a dare in escandescenze e a prendere a pugni i sedili, recando disturbo e spaventando anche agli altri passeggeri e infine minacciarono anche i tre pubblici ufficiali che avevano il compito di controllare i titoli di viaggio. A quel punto gli impiegati non poterono far altro che fermare il mezzo lungo il ciglio stradale, rassicurando i viaggiatori rimasti ancora sul pullman e chiamarono il numero di emergenza e attesero dunque il nostro arrivo. I tre funzionari ci riferirono, in particolare, di aver subito minacce dai due passeggeri e di essere stati costretti a una sosta per via dei comportamenti eccessivi e aggressivi della coppia di viandanti che non vollero scendere dal pullman e pretendevano di continuare il tragitto. Così scortammo i due uomini nei nostri uffici dove furono sottoposti a perquisizione e identificazione. Uno di loro ci fornì il documento d’identità mentre l’altro ci mostrò soltanto la fotocopia del permesso di soggiorno. In seguito provvedemmo al fotosegnalamento e ottenemmo i riscontri necessari”.

 

 

Il pm, nel corso della requisitoria, sostenendo che i due uomini avessero impedito gli accertamenti e ritenendo a questo proposito che la responsabilità penale degli imputati fosse stata provata, ha avanzato un’istanza di condanna per ciascuno a 4 mesi di carcere. Il giudice, dopo aver ascoltato le richieste della difesa, ha rinviato la prossima udienza al 18 maggio che sarà dedicata soltanto alle eventuali repliche delle parti, alla camera di consiglio a cui seguirà dunque la sentenza.