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Viterbo, omicidio Barchi. Perizia psichiatrica per la fidanzata dell'assassino

Valeria Terranova
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Accolta dal gup la richiesta di rito abbreviato secco, condizionato da una perizia psichiatrica sulla 28enne Azzurra Cerretani, rinviata a giudizio a dicembre 2021, a 4 anni dall’omicidio del 42enne Daniele Barchi, con l’accusa di omicidio volontario aggravato in concorso. L’istanza era stata promossa a febbraio dal difensore della ventenne, l’avvocato Fausto Barili. “A giugno il gup Giacomo Autizi affiderà l’incarico a un perito - ha affermato Barili dopo l’udienza di ieri -. L’esperto avrà il compito di accertare le condizioni di capacità di intendere e di volere della mia assistita, requisito necessario per poter partecipare al giudizio”.

La difesa in seguito si riserverà di nominare il proprio consulente. La 28enne fu indagata per omicidio volontario in concorso insieme all’allora fidanzato Stefano Pavani, 34enne, al quale fu riconosciuta la seminfermità mentale e che venne condannato con rito abbreviato in primo grado a 15 anni. A fine luglio 2021 il gip Rita Cialoni rigettò la richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura, alla quale si erano opposti i genitori di Daniele Barchi, 42enne di Gaeta, assassinato la notte tra il 21 e il 22 maggio del 2018 nel suo appartamento in via Fontanella del Suffragio. L’avvocato della ragazza, rimasta finora a piede libero, da sempre sostiene l’estraneità della propria assistita. “Pavani è l’unico autore del delitto - dichiarò Barili l’estate scorsa -. Tutto ciò che è agli atti del procedimento dimostra che le investigazioni scaturirono dalle prime dichiarazioni di Azzurra Cerretani che contattò e mise al corrente le forze dell’ordine di quanto era successo e accompagnò gli inquirenti sul luogo dell’assassinio.

La ragazza non contribuì in nessun modo alla morte del povero Barchi”. Di tutt’altro avviso il difensore dei parenti della vittima. “I genitori di Daniele ritengono che la Cerretani ebbe un ruolo determinante in questo drammatico delitto”, commentò invece l’avvocato Pasqualino Magliuzzi, del Foro di Latina. Infatti, la tesi dei genitori di Daniele Barchi si fonda anche su una telefonata che ricevettero in quelle tragiche ore. “Lei e Pavani sono degli assassini, anzi lei è peggio di lui, vista la telefonata che ricevetti domenica 20 maggio 2018 nel primo pomeriggio - affermò il padre di Daniele Barchi -. Dai toni era Azzurra Cerretani a istigare Stefano Pavani. Ricattavano mio figlio e gli suggerivano loro quello che doveva dire. Il loro scopo era appropriarsi della casa. Pavani è in carcere, ma la vera assassina che lo spinse a uccidere nostro figlio è libera da 4 anni”. Si torna in aula il 17 giugno.