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Viterbo, rifiuti abbandonati a Castel d'Asso. Alla sbarra ex gestore di Schenardi

Valeria Terranova
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Gestione illecita e abbandono di rifiuti: finisce a giudizio insieme ad altri 3 imputati l’ex gestore del Gran Caffè Schenardi, Urbano Salvatori. I fatti in contestazione all’imprenditore, difeso dall’avvocato Roberto Massatani, al proprietario di un furgone interpellato per smaltire dei rifiuti e a due dipendenti che aiutarono a caricare e scaricare gli scarti, rappresentati dall’avvocato Marina Bernini, risalgono a fine aprile del 2018. Ieri in aula davanti al giudice Roberto Cappelli è stato sentito un capotecnico di Viterbo Ambiente e un ispettore della polizia in servizio presso la divisione anticrimine che si occuparono degli accertamenti, i quali hanno ricapitolato le fasi dell’indagine a carico dei quattro imputati.

 

 

“In quel periodo, proprio per il problema dell’abbandono dei rifiuti, era stato organizzato un tavolo tecnico presieduto dal prefetto e la stessa Viterbo Ambiente ne faceva parte – ha riferito l’ufficiale-. I miei superiori mi mandarono ad eseguire un sopralluogo in collaborazione con la polizia scientifica nella zona di Castel d’Asso dove erano stati rinvenuti dai tecnici di Viterbo Ambiente un’area di 16 metri quadri lineari di rifiuti. Dopo aver immortalato quanto rinvenuto subentrò il personale della Asl che provvide a certificare la tipologia di scarti. Successivamente attraverso delle tracce cartacee risalimmo al luogo dal quale provenivano: il bar Schenardi. Tra l’ammasso di detriti c’erano macchine da caffè, gelatiere, e di altro genere. Tempo prima dietro il locale ci fu un incendio doloso e proprio nella via retrostante era piazzata una telecamera e verificammo se fosse ancora attiva. Tramite i filmati riuscimmo infatti a individuare un furgoncino e due o tre persone che caricavano sacchi strapieni, uguali a quelli trovati a Castel d’Asso. Questi soggetti, fra i quali anche l’ex gestore, organizzarono almeno due o tre viaggi. In seguito dopo gli interrogatori, nel corso dei quali l’autista del furgone ci confermò quanto da noi desunto”.

 

Nel prosieguo dell’udienza il difensore dell’imprenditore ha prodotto delle fotografie che proverebbero la bonifica dell’area che venne risanata a spese dell’imputato. Il dibattimento riprenderà il 18 novembre con la deposizione dell’ultimo testimone della difesa.