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Viterbo, picchia moglie e le provoca tre aborti. Condannato a sei anni e mezzo

Valeria Terranova
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Condannato a 6 anni e mezzo un 40enne che picchiò la moglie, provocandole tre aborti. La vittima dopo 7 anni da incubo decise di denunciare il marito nel novembre 2018. Stando alle ricostruzioni degli inquirenti, il rapporto tra i due ex coniugi iniziò a incrinarsi e a crollare definitivamente sette anni prima. La donna avrebbe abortito per i calci e pugni che ricevette dal marito, il quale l’avrebbe colpita direttamente al ventre. Dunque, secondo le tesi accusatorie, i tre aborti ai quali la vittima andò incontro non furono affatto spontanei. A causa delle violenze, infatti, l’uomo, già prima del procedimento che lo ha visto imputato con le accuse di maltrattamenti in famiglia e interruzione colposa di gravidanza, fu sottoposto a un provvedimento di allontanamento dalla casa famigliare. In seguito, nel dicembre del 2020 il 40enne fu rinviato a giudizio dal gup Savina Poli, che accolse l’istanza del pubblico ministero Chiara Capezzuto, titolare del fascicolo.

 

La donna in occasione dell’udienza di ammissione prove si costituì parte civile nel dibattimento, insieme all’unica figlia minore, ed entrambe sono state assistite dall’avvocato Marco Valerio Mazzatosta.
In particolare, nel corso di un’udienza celebratasi a settembre dell’anno scorso, davanti al collegio allora ancora presieduto dal giudice Silvia Mattei, fu un’amica della donna a rivelare, durante la propria deposizione, ulteriori dettagli sulla vicenda. Da quanto dichiarato dalla testimone, che venne interrogata dalle parti, la vittima, dopo aver sporto la denuncia nei confronti dell’ex compagno, le avrebbe confidato con grande sofferenza che il marito le avrebbe spaccato i denti.

 

La donna in quel momento le confessò, inoltre, che le ferite di cui portava i segni sul corpo erano dovute alle botte subite, confermandole quanto da lei supposto in precedenza, essendosi accorta delle lesioni. Ieri in aula in conclusione della requisitoria il pm ha avanzato un’istanza di condanna a 6 anni. Al termine della camera di consiglio, il collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, ha condannato il 40enne a 6 anni e 6 mesi di reclusione, disponendo inoltre una provvisionale da liquidarsi in separato giudizio civile di 90 mila euro complessivi in favore della donna e della figlioletta.