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Vittorio Sgarbi: "Se vinciamo le elezioni a Viterbo comanderanno gli omosessuali"

M. U.
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Vittorio Sgarbi come sempre a ruota libera. Ad attenderlo, martedì sera in via Saffi, oltre a simpatizzanti e curiosi, c’erano anche Le Iene, con l’inviato Filippo Roma che lo ha incalzato sul caso Barbareschi, che a Sutri la settimana scorsa aveva rivolto apprezzamenti non proprio educati nei confronti degli omosessuali durante la cerimonia di inaugurazione dell’ultima mostra a Palazzo Doebbing: “Ha chiaramente sbagliato le parole. L’omosessualità - ha specificato Sgarbi - ha la sua forza, riconosciuta nella storia. Barbareschi - ha affermato tra il serio ed il faceto - è anche lui omosessuale, bisessuale e trisessuale, sarebbe stato meglio non avesse accostato la parola ‘mafia’ alla parola ‘froci’. Il mio vicesindaco(Lillo Di Mauro, ndr) a Sutri è gay e comunista, anche a Viterbo vinceremo e comanderanno gli omosessuali, ma speriamo non i comunisti”. 

 

 

Dopo aver risposto alle domande della troupe di Mediaset, il sindaco di Sutri ha rivelato alla stampa anche quanto accaduto poche ore prima al Teatro Parioli, ospite di Maurizio Costanzo, con Giampiero Mughini: “E’ successo di nuovo, siamo venuti alle mani. Io, da buon pacifista, ho cercato di evitare la colluttazione, ma sono anche finito a terra sommerso dalle persone. Per fortuna sono ancora qua”. 
Al di là di Sgarbi, Chiara Frontini mette intanto in lista (Viterbo 2020) la moglie del regista Giorgio Capitani, Simona Tartaglia, che dice: “Aver vissuto per tanti anni una realtà in cui l’immagine di Viterbo si diffondeva in giro per il mondo attraverso il cinema, grazie ad una puntuale identificazione con il territorio, mi fa avvertire ancora di più questa mancanza, che va colmata, per far tornare la città di nuovo protagonista”.

 

Tartaglia spera di capitalizzare la stima conquistata in anni di attività, il marchio indelebile lasciato dal lavoro di Giorgio Capitani, dal Maresciallo Rocca a Papa Luciani: “Il cuore del mio progetto sarà strettamente legato al cinema Genio - conclude la candidata - che diventerà una realtà polivalente, non solo come sala per le proiezioni, una ferita ancora aperta in una città che vuole essere culturale ma al momento non ha sale cinematografiche attive, ma con una struttura che ospiti un museo e spazi per la didattica, a disposizione per corsi di recitazione, eventi, laboratori. Un vero contenitore vivo e pulsante, cuore della cultura cittadina”.