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Viterbo, elezioni comunali. Vittorio Sgarbi: "Per Frontini ho trattato con tutti i partiti"

Mattia Ugolini
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Tornato in città martedì sera, 3 maggio,  per inaugurare in via Saffi la sede elettorale della sua lista (Io Apro Rinascimento) a sostegno di Chiara Frontini sindaco, Vittorio Sgarbi ha svelato alcuni particolari inediti sulle grandi manovre andate in scena nei mesi scorsi nei corridoi della politica locale. Al centro di tutto ovviamente le alleanze tra i partiti e le candidature a sindaco. 

 

Lui, si scopre per sua stessa ammissione, è stato una sorta di procuratore della Frontini, a favore della quale si è speso sia col centrosinistra sia col centrodestra con l’obiettivo di ritagliare un ruolo per lei e uno per se stesso quando ancora si credeva possibile una convergenza dei partiti tradizionali sulla candidata civica. Sgarbi si è mosso di fatto a 360 gradi, tessendo la tela dietro le quinte.
“Appena è caduta la giunta Arena - racconta al Corriere - ho letto delle carte, ho capito quale era la situazione e mi sono detto: deve vincere Chiara Frontini. Non ho avuto dubbi, ho preso questa decisione al buio. La sua tenacia è un premio a se stessa e la nostra santa alleanza sarà premiata dalla vittoria”. Il deputato si descrive appunto come una sorta di procuratore: “Ho chiamato Enrico Panunzi, che ha rifiutato e, data la spaccatura nel centrosinistra tra lui e Fioroni, ho lasciato stare. Poi ho parlato con Mauro Rotelli per trovare un’intesa, ma nulla di fatto anche in questo caso. Nel centrodestra c’era interesse ad unirsi a lei solo da parte del senatore Umberto Fusco (come il Corriere aveva rivelato, ndr). Chiara è una donna piena di energia, candidarla sotto le insegne del centrodestra - conclude - sarebbe stata una visione lungimirante. Peccato non l’abbiano avuta, presumo che vinceremo”.

 

In altri termini, Vittorio Sgarbi conferma che Chiara Frontini, dopo oltre 10 anni dalla sua comparsa sulla scena politica, stavolta aveva paura di correre da sola. E’ stata costretta a farlo quando si è vista le porte sbarrate sia a destra che a sinistra, ma anche per evitare pericolose spaccature all’interno del suo movimento. Sgarbi adesso sprizza comunque ottimismo da tutti i pori: “Se vinceremo chiederò al direttore della Rai di trasmettere in diretta la Macchina di Santa Rosa il prossimo tre settembre. Quest’anno, dopo due anni di negazione della fede, la manifestazione dovrà tenersi ed avere risalto nazionale”. Il Trasporto è un chiodo fisso nella mente di Sgarbi: “E’ necessaria una delega assessoriale ad hoc, porteremo la Macchina a Ferrara per gemellarla con Viterbo, che vorrei fosse gemellata anche con Santa Rosa di Lima”.