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Viterbo, la Madonna del Monte a Marta e le ciambelle all'anice

Debora Valentini  Foto:  Debora Valentini

Vittoria Tassoni
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La festa della Madonna del Monte è la più sentita e importante dei martani. Anticamente in questa data si festeggiavano i cicli delle stagioni e della terra, Cerere dea dei raccolti, fiori e frutta, Feronia protettrice della natura e dei boschi, degli animali selvaggi, e Maia dea della fertilità. Oggi la festa ha un triplice nome, anche se quello ufficiale è Festa della Madonna del Monte o delle Passate, ma viene conosciuta e anche detta: la Barabbata, sebbene questo nome sia poco amato dai Martani.La celebrazione che coinvolge tutta la popolazione ha un corteo di soli uomini, mentre le donne si occupano dei fiori e degli addobbi.

I testi documentano che questa festa risale al 1557.La mattina gli abitanti vengono svegliati dal rullio del tamburino, dal suono delle campane e dal canto dei mietitori che intonano inni Mariani. Il corteo storico è costituito da: Casenghi: cavalieri della Maremma; Bifolchi: con gli aratri; Villani: sementi, vanghe, falce e fontane; Pescatori: barche e reti da pesca accompagnati dalla banda musicale a cui fanno seguito il Clero, i Ceri e le autorità. Il corteo storico attraversa il paese e si dirige verso il santuario dove si svolge la funzione religiosa che  culmina nel Rito delle Passate: i personaggi del corteo storico attraversano la navata della Chiesa in modo disordinato e lasciano i doni alla Madonna (da qui il nome “passate”). I doni sono un simbolo pagano che si perpetua nel rito religioso, al termine del quale il corteo storico ritorna verso il paese per l’ultima benedizione.

 

Le ciambelle all’anice sono il piatto tipico di questa festa. I Casenghi le portano in dono alla Madonna infilate nel braccio e le distribuiscono anche ai passanti. Un pane rituale la cui forma circolare della ciambella rappresenta il serpente che si morde la coda, simbolo di morte e rinascita e simbolo del ritorno, l’incisione intorno alla ciambella sta ad identificare il solco che lascia l’aratro nella terra. La preparazione delle ciambelle è lunga e laboriosa e vengono composte delle forme più o meno elaborate. La peculiarità sta nel fatto che le ciambelle si formano  attraverso diversi passaggi, sono preparate da poche persone e soprattutto sono cotte al forno.

 

Gli ingredienti sono semplici : 1,500 grammi di farina, lievito madre, 200 g di semi di anice, sale zucchero per spennellare La farina viene impastata con il lievito madre, a cui sono aggiunti i semi di anice ammorbiditi con vino, e un pizzico di sale. L’impasto ottenuto deve essere sia sodo che abbastanza duro. Il composto viene lavorato a lungo, poi si divide in parti uguali, si stende fino a creare dei cilindri che, ripiegati, formano un cerchio. Questi cerchi vengono poi lessati, scolati e fatti asciugare. Si tagliano lungo l’interno del cerchio poi si cuociono in forno e al termine vengono spennellati di acqua e zucchero: le “ciammelle”, così le chiamano i martani, sono pronte!