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Viterbo, molestie su minore, alla sbarra l'amico del padre. Il disagio della 16enne sfociò in autolesionismo

Valeria Terranova
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Nuova udienza a porte chiuse, ieri, 3 maggio,  a carico di un uomo accusato di aver molestato la figlia minorenne di un suo amico.
In aula, davanti al collegio del Tribunale di Viterbo, hanno sfilato i primi testimoni. A dare l’allarme sarebbero stati i compagni di scuola, mentre a segnalare i presunti abusi, che la giovane avrebbe subito circa cinque anni fa, sarebbe stata la dirigente dell’istituto scolastico del capoluogo, frequentato dalla ragazza all’epoca degli episodi contestati all’imputato. La studentessa, allora appena 16enne, che partecipa al dibattimento in qualità di parte civile con l’avvocato Paolo Delle Monache, si sarebbe confidata in lacrime con i propri docenti, riferendo loro delle molestie patite e perpetrate nei suoi confronti dall’imputato.

 

La preside, venendo a conoscenza delle amare e dolorose confidenze rivelatele personalmente dall’alunna, si sarebbe rivolta urgentemente alle forze dell’ordine, per denunciare quanto appreso. In seguito, la giovanissima sarebbe stata ascoltata da alcuni agenti della squadra mobile, in modalità protetta e con il supporto di una psicoterapeuta. Nel corso dell’udienza tenutasi lo scorso febbraio ha deposto il primo testimone, un ispettore della squadra mobile della questura, il quale ha delineato tutto il percorso investigativo. 

 

Il poliziotto, in occasione della propria testimonianza, ha raccontato che la preside della scuola, riportando i fatti, si sarebbe soffermata soprattutto sul disagio interiore e sulla disperazione manifestati dall’allieva. Traumi intensi e ferite talmente profonde che, stando a quanto ricostruito, avrebbero segnato la minorenne irrimediabilmente, tanto da sfociare in atti di autolesionismo. Nel fascicolo aperto dal pubblico ministero titolare dell’inchiesta, Eliana Dolce, ci sarebbero anche delle conversazioni intercorse su whatsapp, che rafforzerebbero il quadro accusatorio finora prospettato a seguito delle indagini svolte a carico dell’uomo. Il dibattimento riprenderà il 4 ottobre con le deposizioni di altri testi.