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Viterbo, nuovo ospedale di Acquapendente. La minoranza: "Serve chiarezza sui costi"

Alessandro Quami
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Un consiglio comunale aperto per discutere della fattibilità di un nuovo ospedale ad Acquapendente. È la minoranza a chiederlo alla sindaca del Partito democratico Alessandra Terrosi. La lettera è stata inviata all'amministrazione comunale che governa Acquapendente da pochi mesi, dai quattro consiglieri di minoranza Federica Friggi (ex candidata sindaca del gruppo di opposizione Insieme per Cambiare), Alessandro Brenci (coordinatore Lega Acquapendente), Domitilla Agostini, Valentina Sarti. L'oggetto è “Richiesta consiglio comunale aperto per l’esame dello studio di fattibilità del nuovo ospedale”. 

 

 

Scrivono i quattro: “E’ nota la posizione della minoranza per il completamento dell’ospedale, anche come sede unificata di tutti i servizi sanitari. Come pure è nota la posizione della maggioranza circa la realizzazione di un nuovo ospedale, sede anche (oppure solo?) di ospedale di comunità e casa di comunità per 30 milioni di euro. Abbiamo ora preso visione della delibera numero 636 dell'11 aprile 2022 con la quale il direttore generale della Asl Viterbo ha approvato la determinazione con la quale il competente servizio di ingegneria dell'Azienda sanitaria locale ha proposto (uno) l’approvazione dello studio di fattibilità tecnico-economico per realizzare il nuovo presidio ospedaliero di Acquapendente; (due) la trasmissione dello stesso alla Regione Lazio per i provvedimenti di competenza; (tre) l’avvio della procedura di ammissione al finanziamento; e infine (quattro) la presa d’atto che la spesa complessiva è stata aumentata a 37milioni 293mila 594,18 euro per un incremento di ben oltre 7 milioni e rotti sulla già notevole cifra indicata in campagna elettorale”. 

 

Terminata la lunga premessa, i quattro consiglieri dell'opposizione invitano “il sindaco Alessandra Terrosi, nella sua espressa posizione di responsabile della sanità locale, a richiedere all'Azienda sanitaria locale la copia del documento di fattibilità sopra indicato. Tutto questo al fine di sottoporre lo stesso documento di fattibilità all’esame del consiglio comunale (in seduta aperta)”. In conclusione, i consiglieri ricordano quanto sia da tenere in giusta considerazione “la rilevanza assistenziale del piano medesimo per il vasto comprensorio dell’alto Lazio; oltre che la grande importanza anche sotto un profilo urbanistico per quanto riguarda il già disastrato stato del centro storico di Acquapendente”.