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Viterbo, elezioni comunali. Il ritorno dello scudo crociato

C. E.
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Per la prima volta, dopo molti anni, i viterbesi ritroveranno sulle schede elettorali lo scudo crociato, simbolo della Democrazia cristiana, che richiama alla memoria amministrazioni comunali e sindaci passati alla storia della città. 
Merito dell’Udc, che sarà presente con una propria lista, insieme a Fondazione di Gianmaria Santucci, nella coalizione di centrodestra senza Fratelli d’Italia

 

Regino Brachetti, ai vertici dell’Udc nazionale, di cui è anche responsabile provinciale, non nasconde soddisfazione per il ruolo che il partito potrà giocare insieme a Lega e Forza Italia: “Il ritorno dello scudo crociato - dice - è per me motivo di grande orgoglio. Parliamo del simbolo sotto cui hanno militato grandi sindaci, quali ad esempio Gigli, Ascenzi o Rosati. Altri tempi, altre prospettive per la città, che proprio in quegli anni ha visto porre le basi del suo successivo sviluppo”.
Brachetti lunedì pomeriggio era insieme allo stato maggiore di Forza Italia e Lega alla presentazione di Claudio Ubertini: “Sento dire - sottolinea - di candidati a sindaco si vantano di scendere in campo con cinque, sei, sette o otto liste. Non è questa la strada per andare lontani. Il numero delle liste non significa nulla, è importante invece la qualità. Servono candidati preparati, concreti e facilmente riconoscibili. Le troppe liste aumentano invece la confusione con il rischio di dar vita ad amministrazioni deboli”.
Insomma, meglio pochi ma buoni. Non fa nomi, l’ex sindaco di Tuscania, ma di una cosa si dice sicuro: “Viterbo ha bisogno di un’amministrazione forte e soprattutto capace. Il tempo delle sperimentazioni è finito. Con gli esperimenti non si va da nessuna parte”.

 

Competenza e capacità (anche di ascolto) le qualità, secondo Brachetti, che dovrebbero appartenere a chi si candida a gestire Palazzo dei Priori. Purtroppo, negli ultimi anni, non sempre è stato così, e i risultati sono sotto gli occhi di tutti: “Viterbo - conclude - ha bisogno di concretezza. Per ripartire e dare alla città finalmente nuove prospettive di crescita, è bene che si sappia che servono candidati che abbiano alle spalle esperienze chiare e consolidate. Tutto il resto sono chiacchiere”.