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Viterbo, elezioni comunali: Forza Italia cerca di trattenere Romoli. Ai raggi X i nomi nella lista dei ribelli

C. E.
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Prima nell’Udc, poi in Forza Italia. Quindi in procinto di passare alla Lega in cambio di un’ipotetica candidatura di peso e infine diventato presidente della Provincia grazie a un patto di ferro stretto col consigliere regionale del Pd Enrico Panunzi, al quale deve oltretutto la rielezione, per la terza volta, a sindaco di Bassano in Teverina. 
Lui è Alessandro Romoli, eminenza grigia della lista dei transfughi azzurri (Giovanni Arena, Elpidio Micci e Paola Bugiotti) che scenderanno in campo per la candidata dem Alessandra Troncarelli. Dentro Forza Italia la sua vicenda, personale e politica, è diventata un caso. Gli azzurri infatti, proprio per la posizione di vertice che egli ricopre a Palazzo Gentili, in queste ore stanno facendo di tutto per ricondurlo a più miti consigli. Con quali esiti, visti gli impegni presi con Panunzi, è però tutto da vedere.

 

 

Ad ogni modo, è in corso una trattativa volta a evitare che faccia candidare la compagna, Isabella Lotti, ma anche ad impedire che possa inserire nella lista dei transfughi nomi meno esposti, o noti, sui quali dirottare voti e preferenze senza dare nell’occhio. In verità, nessuno conosce con esattezza il peso elettorale di Romoli in città (lui è di Bassano e in teoria con Viterbo non ha rapporti di lunga data). E’ un fatto però che l’essere presidente della Provincia, secondo gli addetti ai lavori, lo porrebbe in una posizione di forza in quanto a capacità di racimolare consensi e preferenze. Particolare non di poco conto nella situazione attuale, dove le elezioni potrebbero decidersi per una manciata di voti. Alla base del tentativo di non lasciarlo scappare dal recinto azzurro c’è inoltre anche, e soprattutto, un altro motivo: a Palazzo Gentili, nell’ipotesi in cui desse seguito al suo disegno, i consiglieri di Forza Italia dovrebbero votargli la sfiducia o comunque passare all’opposizione, una prospettiva non allettante per il partito di Berlusconi che, dopo aver perso il sindaco del capoluogo, dovrebbe retrocedere anche a Palazzo Gentili. D’altro canto, si nota, anche a Romoli non converrebbe andare allo scontro finale, dato che, contrariamente a quando (dicembre) si è fatto eleggere presidente con i voti del Pd, il quadro politico ora è totalmente cambiato: Berlusconi, nel frattempo, ha infatti imposto la permanenza del partito nel centrodestra e Tajani è stato chiaro: chi non obbedisce è fuori. Uno scenario, questo, che Romoli (errore fatto peraltro anche dagli stessi vertici di Forza Italia) non aveva evidentemente preso in considerazione. Da qui, insomma, la strenua ricerca di una pax armata che potrebbe, utilitaristicamente, far comodo a lui e al partito. 

 

Per capire come si evolverà la situazione bisognerà ora aspettare che venga resa nota la lista dei transfughi (Viterbo cresce), la cui presentazione è stata annunciata per sabato mattina alle 11 all’Hotel Salus. Nel mentre, nessuno si fida e tutti si guardano le spalle da possibili “trame nascoste” di Romoli. Soprattutto gli alleati (Lega e Fondazione-Udc), sono già pronti a passare ai raggi x i nomi scelti attraverso la ricostruzione di rapporti e relazioni, ovvero la ricerca di tutti i possibili collegamenti che in qualche potrebbero sottendere ipotetiche intese sotto banco.
La campagna elettorale è fatta così. E per Alessandro Romoli, che della sua folgorazione alla causa del Partito democratico a trazione Regione Lazio ha fatto il cavallo di battaglia della propria azione politica, sembra davvero arrivato, inesorabilmente, il momento della verità.