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Viterbo, Pronto soccorso di Acquapendente. La minoranza chiede ripristino dell'anestesista a tempo pieno

Alessandro Quami
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Continua l’attività di controllo della minoranza consiliare di Acquapendente. Dopo le critiche alla sindaca Alessandra Terrosi (Pd) sull’accesso agli atti e sulla non organizzazione della fiera dei Campanelli, i quattro dell'opposizione tornano alla carica. Questa volta al centro della discussione c’è il pronto soccorso dell’ospedale di Acquapendente.
Infatti, il gruppo di minoranza “Insieme per Cambiare” ha inviato alla giunta targata Partito democratico, una “Interrogazione a risposta scritta - Pronto soccorso ospedale di Acquapendente – Ripristino servizio anestesiologia h 24”. 

 


 

“Per ragioni legate all’emergenza sanitaria correlate al Covid, la direzione sanitaria della Asl di Viterbo con due note, del 19 marzo e del 9 aprile 2020 - scrivono -, aveva comunicato una ‘riorganizzazione dell’attività anestesiologica’ che prevedeva una riduzione della presenza del medico anestesista al pronto soccorso di Acquapendente, prima limitatamente alle ore notturne, successivamente anche nel fine settimana”. Inizia così la lettera di interrogazione, datata 21 aprile 2022, dei quattro consiglieri all’opposizione, che sono Federica Friggi, Alessandro Brenci, Domitilla Agostini, Valentina Sarti
“La decisione presa dalla Asl di Viterbo è stata essenzialmente ed esclusivamente motivata dallo stato emergenziale connesso al Covid e dalla necessità di implementare la terapia intensiva del pronto soccorso di Belcolle, sempre conseguentemente all’emergenza sanitaria in atto- spiegano quindi i quattro consiglieri -. Considerato che con decreto legge del 24 marzo 2022 (“Disposizioni urgenti per il superamento delle misure di contrasto alla diffusione dell'epidemia da Covid-19, in conseguenza della cessazione dello stato di emergenza”), lo stato emergenziale è cessato, appare opportuno, nonché necessario, che il personale anestesiologico venga reintegrato al pronto soccorso di Acquapendente onde garantire una completa funzionalità dello stesso, con un servizio 24 ore su 24, così da superare la forte penalizzazione che il pronto soccorso del nosocomio aquesiano ha subito e continua a subire conseguentemente a tale decisione”. 

 

Da qui, la minoranza chiede alla sindaca dem Terrosi “di comunicare al gruppo di minoranza” se siano stati fatte sollecitazioni all'Azienda sanitaria di Viterbo tese a un “completo ripristino dell’attività anestesiologica del pronto soccorso di Acquapendente”; o, in alternativa, di comunicare “quali siano le determinazioni dell’amministrazione comunale, in ordine alla predetta questione, data la sostenaziale rilevanza e urgenza del caso”.