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Viterbo, spaccio cocaina. Condannati i rivali della Mafia Viterbese

Valeria Terranova
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Operazione Underground: altre condanne in abbreviato per 3 albanesi, di 41, 47 e 31 anni, una quarantenne romena e un trentenne della provincia. La sentenza del gip del Tribunale di Roma, emessa il 7 aprile, ha condannato Hasa Renato a 6 anni e 6 mila euro di multa; Shtembari Bledar a 5 anni e 4 mesi; Tare Julian 4 anni e 4 mesi e a 4 mila euro di multa. A rappresentare i tre l’avvocato Franco Taurchini. Una 42enne di origine romena, assistita dall’avvocato Remigio Sicilia, e un trentenne residente in provincia invece sono stati condannati a 10 mesi di reclusione ciascuno, i soli ai quali è stata concessa la sospensione della pena. Unico assolto un 40enne viterbese difeso dall’avvocato Emanuele Barbacci.

 

I 6 hanno dovuto rispondere a vario titolo di sequestro di persona a scopo di estorsione, lesioni aggravate e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti e altri reati. Si tratta dei 7 componenti di una banda che furono arrestati a giugno del 2019, quando gli investigatori scoprirono che la dama bianca arrivava nella Tuscia e qui veniva tagliata, chiusa in barattoli e poi sotterrata. Da qui infatti il nome dell'operazione Underground, condotta dai carabinieri di Viterbo e coordinata dalla dda di Roma. Le indagini scattarono nel 2015 quando un macedone confessò ai carabinieri di essere stato picchiato selvaggiamente, minacciato con una pistola e sequestrato da alcuni uomini. L'uomo, infatti, in preda alla disperazione e fortemente impaurito, si rivolse ai militari denunciando di essere stato vittima di una violento pestaggio e di un sequestro di persona a scopo di estorsione. Il macedone rivelò inoltre di essere coinvolto in un traffico di stupefacenti, autoaccusandosi di spaccio e raccontò di un gruppo di albanesi, presso i quali si era rifornito di sostanze, i quali con un pretesto lo avevano prelevato e condotto in una zona di campagna dove era stato picchiato brutalmente per non aver saldato un debito di droga.

 

Gli inquirenti riuscirono in seguito a risalire al gruppo dei narcotrafficanti, che importavano la cocaina dal Belgio e attraverso una rete di pushers, immettevano la sostanza nel mercato per poi smistarla tra Viterbo e in alcuni piccoli centri della provincia. Shtembari, secondo le ricostruzioni, era la mente del gruppo di albanesi e italiani impegnati nello spaccio di stupefacenti tra Viterbo, Canepina, Vallerano e Vignanello. L’organizzazione capeggiata da Shtembari si contendeva il mercato della droga con la banda rivale, guidata dai boss Ismail Rebeshi e Giuseppe Trovato.