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Viterbo, assenteismo alla casa della salute di Orte. Timbravano il cartellino e andavano al bar, cinque alla sbarra

V. T.
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Al via il processo a cinque ex dipendenti della Asl in servizio presso la Casa della Salute di Orte, quattro uomini e una donna, i quali devono rispondere di truffa aggravata e assenteismo. Si tratta di 3 medici e 2 tecnici ormai in pensione. Dopo avere regolarmente timbrato il cartellino, si sarebbero allontanati dal posto di lavoro per andare al bar o a fare la spesa.

 

Parte civile contro i presunti furbetti del cartellino l’azienda sanitaria. Stando alle indagini i fatti risalgono al 2016 e le investigazioni furono condotte dai carabinieri e la guardia di finanza tra il 2017 e il 2018. Gli ex dipendenti, secondo le ipotesi della Procura tra nell’arco del 2016 sarebbero stati beccati mentre erano al bar o a fare la spesa durante l’orario di lavoro dopo aver timbrato il badge e dunque senza segnalare la propria assenza. L’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che difende tre imputati, invece, sin dall’inizio della vicenda ha sostenuto che per quanto riguarda la truffa aggravata ai danni dello Stato, nel momento in cui si timbra il cartellino, ma in realtà si è altrove, la Cassazione nel tempo ha chiarito che il danno non sia solo economico anche in merito alla compromissione dell’efficienza dell’erogazione del servizio, in quanto è l’azienda a subire un disservizio.

 

La tesi difensiva proposta dal difensore si fonda in particolare su un documento della Asl del 2015, attraverso il quale l’azienda sanitaria stessa avrebbe vietato ai suoi assistiti di lavorare due giorni a settimana, senza che potessero svolgere altri compiti, essendo vincolati da un incarico ben specifico. Intanto in aula giovedì 28 aprile, il giudice Elisabetta Massini ha rinviato la seduta al 24 novembre, concedendo un termine alla difesa per interloquire sulla documentazione prodotta dalla pubblica accusa.