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Viterbo, caro energia per le ceramiche. Il costo del gas passa da 6 a 25 milioni l'anno

Beatrice Masci
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Per le aziende del distretto ceramico di Civita Castellana si apre la partita del rinnovo dei contratti per la fornitura di gas. E tutti i nodi, via via che i contratti scadono, stanno arrivando al pettine. A fare due conti è Giampiero Patrizi, presidente di Federlazio Ceramica: “Noi ci troviamo ad affrontare, al momento, il nuovo contratto per la fornitura di gas. Il prezzo attuale è cinque volte di più rispetto a quello che paghiamo ora, ma parliamo di un prezzo stabilito dal contratto stipulato l’anno scorso. Siamo di fronte a una grandissima perdita e a costi onerosi per la nostra attività (Patrizi è export manager dell’Olympia ceramica ndr) ma il problema riguarda tutti e non solo Olympia. Basta considerare che il consumo annuale di gas nel distretto è di 21,5 milioni di metri cubi e si riferisce alle sole imprese associate a Federlazio”, quindi, se si considerano anche le quattro imprese esterne all’associazione, il costo lievita di circa il 30%.

 

Fare il calcolo è semplice: a dicembre il costo del gas, al metro cubo, era di circa 0,20 euro (variava, in base alla stipula dei contratti, da 0,12 a 0,22 euro al metro cubo ndr), ora è cinque volte tanto, ovvero: un euro circa. Dunque, nei contratti stipulati fino allo scorso dicembre, i 21,5 milioni di metri cubi sono costati circa 4 milioni e mezzo (che diventano circa 6 se si aggiunge il costo del gas pagato dalle imprese esterne a Federlazio). Oggi, a causa dei rincari, gli stessi metri cubi di gas costeranno circa 21,5 milioni di euro. Sommando a questi costi quelli delle aziende non associate a Federlazio, si raggiunge facilmente la cifra di circa 25 milioni.

 

“E’ ovvio - argomenta Patrizi - che non possiamo far pagare un sanitario cinque volte di più il prezzo attuale. E’ vero che si va verso l’estate e che i costi per l’energia, seppur lievemente, diminuiscono, ma il piccolo risparmio non costituirà certo un freno ai costi complessivi. Dunque non possiamo evitare, a questo punto, di parlare di blocco delle produzioni. Un argomento che, inevitabilmente, dovrà essere affrontato a breve. Purtroppo se ne dovrà parlare, nonostante gli ordinativi”. Il paradosso è proprio nel fatto che gli ordini non mancano, ma le spese superano di gran lunga i guadagni e, come ha detto Patrizi, un sanitario non può essere fatto pagare cinque volte il costo attuale. “C’è già chi è passato dalle parole ai fatti - spiega Patrizi-. Nel distretto ceramico di Sassuolo, dove si producono piastrelle, molte aziende hanno già bloccato la produzione”. Il tempo è sempre più breve per correre ai ripari e parlare di sviluppo di energie alternative per non dover dipendente dalla Russia, a questo punto serve a poco. Il problema è che si è perso troppo tempo in passato.