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Viterbo, elezioni comunali. Arena presenta la sua lista: "Vogliamo essere determinanti"

Mattia Ugolini
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“Ho sempre porto l’altra guancia, ma ora ho una faccia tanta. Ritornare nel centrodestra dopo l’umiliazione che mi è stata inflitta era impossibile, sia dal punto di vista umano che politico, ora speriamo di essere determinanti per la vittoria della Troncarelli”. Dopo settimane di assoluto silenzio, Giovanni Arena si riprende la scena e si toglie più di un sassolino dalla scarpa. Ieri, 29 aprile,  l’ex sindaco ha presentato - insieme ad Elpidio Micci e Patrizia Bugiotti - la lista civica “Viterbo cresce”, che farà da stampella al centrosinistra a trazione dem. L’evento si è trasformato nell’occasione giusta per tornare a parlare in pubblico e Arena ha ripercorso tutti gli eventi degli ultimi quattro mesi: dalla caduta della sua giunta alla crisi nel centrodestra, passando per l’ultimo atto, ossia lo strappo finale con Forza Italia e la fuoriuscita dal partito. 

 


 

“Quello di Lega e FdI - ha spiegato - mi è sembrato un salto nel buio, lo dimostra la situazione attuale, che vede una coalizione disgregata. Non c’è alcuna strategia. Allegrini ed Ubertini sono figure valide, tuttavia per noi bisognava puntare su un civico”. 
Per l’ex primo cittadino la sfiducia è stata uno smacco indigeribile: “Mi rimaneva difficile tornare nell’alveo, fare finta di niente e ricominciare. Era umanamente impossibile per me. Ho espresso questa mia difficoltà ai vertici romani, e ora costituiamo questa lista civica, che si rivolge sempre al nostro elettorato tradizionale di centrodestra”. 
E se dovesse vincere uno tra Ubertini e Allegrini? 
“Tanto di cappello - risponde Giovanni Arena - ma in diversi si stanno mangiando i gomiti, perché quanto fatto a dicembre sta avendo conseguenze devastanti”. 
Adesso, però, nei pensieri dei dissidenti azzurri, di cui proprio Arena sarà il capolista, c’è altro: “Vogliamo essere decisivi per la vittoria di Troncarelli, persona eccezionale e professionista della politica. Che sia da lezione a tutti coloro che volevano fare un percorso seguendo strategie cervellotiche”. 

 

 

Ma sull’alleanza con il Pd, di cui fanno parte anche il calendiano Giacomo Barelli e il grillino Erbetti, Arena vuol precisare una cosa: “Non ci accomuna praticamente nulla dal punto di vista politico, il nostro è un patto stretto sulla base del programma elettorale e dovuto ad un fatto tecnico”.
Insomma, le differenze ci sono - pure evidenti - ma possono essere superate con una sorta di contratto di governo. Ma questo sostegno, in teoria, all’ormai ex pupillo di Tajani ed i suoi, potrebbe costar caro. Si dice da giorni di una possibile presa di posizione da parte di FI nei loro confronti, l’ipotesi più probabile è quella dell’espulsione dal partito.
“Una nostra cacciata? Francamente non la capirei”, commenta Arena, che prosegue: “Ho la coscienza a posto, mi sento e ci sentiamo tutt’ora di Forza Italia. Solamente non potevamo accettare di veder riproposti come candidati a sindaco ex assessori della mia giunta, anch’essi sfiduciati fino a prova contraria. Il centrodestra non esiste più a Viterbo”.

 

Infine, la chiosa spetta ad Elpidio Micci, che ci va giù pesante nei confronti di Lega, FdI e Fondazione: “Il loro è stato un atto gravissimo, per me imperdonabile. Una mancanza di rispetto a livello personale contro una persona buona, eletta dai cittadini. Perché non sono venuti in Consiglio? Sarebbe stato più accettabile. Ho sentito sulle mie spalle un peso importante, perché la ‘mia’ frazione (Grotte Santo Stefano, ndr) era stata determinante per non far vincere Frontini ed essere mandato a casa in quella maniera non mi è piaciuto per niente”. Ha fatto eco a Micci anche Paola Bugiotti: “Questa è la stagione delle larghe intese, mettiamoci alle spalle questi tre anni e mezzo, finiti in modo traumatico, e prepariamoci per affrontare la ripresa”.