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Viterbo, rifiuti. Referendum, abrogativo sulla discarica. Ciambella: "Dobbiamo tutelarci"

Beatrice Masci
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“Subito un referendum per cambiare la norma che ha condannato Viterbo ad essere la pattumiera del Lazio”. Queste le parole pronunciate da Luisa Ciambella il 18 novembre 2021. Era ancora consigliera comunale in quota Pd e non pensava alla campagna elettorale che la vede impegnata oggi nella corsa alla poltrona di sindaca. A distanza di quasi sei mesi, quel proposito è diventato realtà.

 

 

“Ieri - ha detto nel corso di una conferenza stampa convocata a piazza del Gesù - abbiamo presentato la richiesta. Dico abbiamo perché è firmata, come prevede la normativa, da dieci promotori. Ora aspettiamo che il quesito venga accettato”. La richiesta è stata indirizzata alla Segreteria regionale del Consiglio del Lazio. Ma questo è solo il primo passo, se la richiesta sarà accettata, si dovranno raccogliere le 500 firme necessarie per la pre-istruttoria da presentare alla commissione chiamata a deliberare sull’ammissibilità. A quel punto ci sono 30 giorni di tempo e poi, ottenuta l’ammissibilità, partirà la raccolta delle 50 mila firme in sei mesi. Il quesito recita: “Volete che sia abolito parzialmente il paragrafo 11.1 della deliberazione del consiglio regionale del 5 agosto 2020 numero 4: Piano regionale di gestione dei rifiuti della Regione Lazio nella parte in cui si prevede che in caso di carenza impiantistica, in attesa di autosufficienza dell’Ato, l’Ato deficitario può conferire presso altri Ato, fermo restando il principio di prossimità e per un periodo massimo di 36 mesi?”. Ovviamente si tratta dell’ormai famoso emendamento Panunzi, al quale Ciambella replica senza citarlo: “Come si giustifica chi ha proposto questo emendamento”?

 

“E’ stato un lavoro lungo e intenso - ha detto Luisa Ciambella - perché, è sicuro che non basta alzare la voce, protestare, fare sit-in, occorre agire con le norme e i regolamenti alla mano. E’ questa l’unica strada che hanno i cittadini seri e di buona volontà per tutelarsi”. Nel corso della conferenza stampa, Ciambella ha fatto il punto anche sul capitolo ristori. Nell’emendamento contestato, e che con il Referendum proverà a cancellare, si parla infatti anche di quella che definisce un’aggravante. “Chi conferisce nella discarica di Viterbo deve contribuire economicamente. Tuttavia, eccola l’aggravante, questo non vale a partire dall’approvazione dell’emendamento, ovvero agosto 2020, ma addirittura da gennaio 2022. Ciò vuol dire che per un lungo lasso di tempo altri hanno conferito gratuitamente e ora mi chiedo: da gennaio, su questo fronte, è cambiato qualcosa, oppure, per così dire, Viterbo ha accettato che la discarica venga esaurita prima del tempo gratuitamente?”. Ultimo, ma non meno importante, il capitolo piano regionale rifiuti e la proposta del sindaco di Roma di realizzare il termovalorizzatore: “L’assurdo - ha detto Luisa Ciambella - è che nel piano non si parla affatto di termovalorizzatore”.