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Viterbo, elezioni comunali. Roma impone l'accordo Lega-Forza Italia

Mattia Ugolini
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Comunali, fumata bianca per il centrodestra: il candidato a sindaco sarà il leghista Claudio Ubertini. Dopo due mesi di agonia, la coalizione - senza Fratelli d’Italia - è riuscita a trovare un accordo proprio al fotofinish, quando tutto lasciava presagire ad una clamorosa diaspora elettorale. L’ex assessore all’Urbanistica, oltre a quello del suo partito, avrà il supporto del polo moderato, composto da Forza Italia, Fondazione e Udc. Decisivo per la risoluzione della crisi l’intervento romano dei dirigenti nazionali che, sulla scia di quanto sta accadendo in Parlamento, hanno impartito il diktat: Lega e Forza Italia devono restare insieme, ad ogni costo.

 

 

A dimostrazione delle strategia del Carroccio, che ha abbandonato definitivamente la strada sovranista per intraprendere quella centrista. Su questa posizione, come detto, entrerà anche Fondazione, la quale ieri sera ha riunito iscritti, rappresentanti di lista e candidati. A grande maggioranza, i santucciani hanno espresso la loro preferenza per Ubertini piuttosto che per la Allegrini, candidata a sindaco di FdI. Sebbene sembrerebbe essere stata posta la parola fine alla telenovela, non mancano i retroscena. Mercoledì, prima che venisse ratificato l’accordo, i vertici capitolini di Lega e FI avevano provato a ricomporre lo strappo con i meloniani, proponendo loro di rientrare nel centrodestra. Tutti i tentativi sarebbero naufragati di fronte al no inflessibile di Mauro Rotelli, che si è opposto di fronte alla richiesta di fare un passo indietro sulla Allegrini. L’Onorevole voleva sanare la frattura, senza però dover bloccare la candidatura dell’ex vicesindaco, ormai ampiamente avviata da giorni. L’obiettivo era dunque quello di far convergere gli alleati sul nome proposto dal suo partito. Compromesso, questo, naturalmente impossibile da raggiungere dato l’ostracismo dei leader locali. Capito l’andazzo, gli stati generali leghisti e forzisti hanno chiuso il cerchio, “obbligando” a chiudere la trattativa immediatamente, considerati i tempi ristretti. 

 

Umberto Fusco, forse l’unico uscito vincitore da questa complicata fase, si è battuto fino all’ultimo per far emergere il “suo” Ubertini. Missione riuscita, seppur con notevoli difficoltà. Rotelli, a questo punto, viene dato da molti come il grande sconfitto: ben informati parlano di una crescente preoccupazione all’interno di FdI, che ora teme ci possano essere defezioni tra le proprie fila. A meno di clamorosi colpi di scena, va profilandosi lo scenario anticipato dal Corriere, ossia quello che vede il centrodestra spaccato in tre tronconi: meloniani a destra; Lega, FI, Fondazione e Udc al centro e transfughi azzurri a sinistra con il Pd. Non mancano, in quest’ultima fazione, delle turbolenze. Romoli, alla luce degli eventi, si pone de facto fuori da quello che è il suo partito, rischiando provvedimenti disciplinari come l’espulsione. Esattamente come tutti gli altri sodali, ossia Arena, Micci, Lotti e Bugiotti. Tant’è che lo stesso presidente della Provincia è stato molto combattuto sul da farsi, prendendo tempo. Ora, peró, è tempo di uscire allo scoperto e, entro metà della prossima settimana, i dissidenti berlusconiani dovranno annunciare le loro intenzioni.