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Viterbo, studente di filosofia scambiato per ladro di rame. Assolto

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Assolto un 28enne accusato di tentato furto di cavi elettrici. Ieri, giovedì 28 aprile, in aula il ventenne, che la sera del 7 giugno fu sorpreso insieme ad altri due coetanei dai poliziotti in un magazzino abbandonato ha respinto gli addebiti.

 

“Stavo parlando di filosofia e arte con questi sue ragazzi che avevo conosciuto al bar. Mi ero da poco iscritto a un corso di filosofia alla Sapienza – ha raccontato il giovane-. Dal locale decidemmo di spostarci in questo luogo dismesso e appartato per disquisire su queste tematiche. Era buio ed entrammo da un buco nella recinzione e salimmo sulla terrazza. Poi sentimmo dei rumori al pianterreno e scendemmo e uno dei ragazzi prese da terra un tubo di plastica e a un certo punto qualcuno ci puntò delle torce in faccia e scappammo. Non capì che erano poliziotti perché non riuscì avvederli accecato dalla luce e presero solo me. In quel momento per istinto pensai solo a scappare. Quando percepì che mi stavano ammanettando dissi ‘ok mi arrendo’. Uno degli agenti mi colpì con la torcia. Non sapevo che si trattasse di una proprietà privata, pensavo ingenuamente che fosse un capannone dismesso”.

 

Il pubblico ministero in conclusione della requisitoria ha chiesto che il 28enne fosse condannato a 6 mesi di carcere e a una multa di 600 euro. La difesa, sostenendo che da quanto emerso dall’istruttoria non fosse ravvisabile il reato contestato al proprio assistito, ha avanzato un’istanza di assoluzione. Il verdetto finale ha assolto il 28enne dalle accuse a suo carico.