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Viterbo, paura al Sacrario. Lancia bottiglie contro i passanti e sfiora un bambino di sei mesi

Valeria Terranova
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Convalidato l’arresto e rimesso in libertà il 43enne che nel pomeriggio di mercoledì 27 aprile ha scatenato il panico al Sacrario, lanciando una bottiglia sui passanti. Erano circa le 19 quando l’uomo, alterato dall’assunzione di bevande alcoliche, avrebbe inveito contro un gruppo di ragazzi, e iniziato ad aggredirli con spintonate per poi scagliare anche una bottiglia di vetro che si è infranta contro un passeggino in cui c’era un bimbo di appena 6 mesi, scansandolo per miracolo.

 

I presenti che hanno assistito alla scena hanno allertato la polizia e sul posto sono arrivate tre volanti. I poliziotti precipitatisi sul posto, per riuscire a braccare l’uomo sarebbero stati costretti a utilizzare per necessità anche lo spray al peperoncino, per renderlo innocuo. Tuttavia, uno degli agenti, che è stato ferito, ha dovuto farsi medicare e sottoporsi ad accertamenti medici, cavandosela con una prognosi di 4 giorni. Ieri in aula, in occasione dell’udienza di direttissima, il 43enne è comparso davanti al giudice Elisabetta Massini, al fianco del proprio legale, l’avvocato Paolo Labbate, e si è sottoposto all’interrogatorio, rispondendo alle domande dei magistrati. I poliziotti che sono stati sentiti nel corso dell’udienza avrebbero riferito di aver accompagnato l’imputato fuori di sé presso i loro uffici subito dopo il fatto, dipingendo il 43enne come un Dottor Jackyll e Mister Hyde, e completamente annebbiato dai fumi dell’alcol. Infatti, da quanto è emerso, il quarantenne non appena messo piede in questura si sarebbe immediatamente ridimensionato, moderando il proprio atteggiamento, nonostante qualche minuto prima stesse facendo il diavolo a quattro.

 

In mattinata, a commentare l’episodio sulla propria pagina Facebook, in corsa come candidata sindaco alle vicinissime elezioni comunali, Laura Allegrini, con un post dal titolo “La sicurezza è la priorità”, corredato anche da un’immagine che ha immortalato l’intervento degli agenti. “Penso che serva un presidio fisso in quella zona: bisogna certo promuovere una seria riqualificazione ma è difficile e ci vorrà del tempo – spiega Allegrini-. Benissimo l’installazione delle numerose telecamere con il progetto che è stato presentato l’altro giorno in Prefettura. Ma occorre un presidio fisso perché le attività commerciali, i pochi residenti rimasti ed anche i semplici passanti chiedono tranquillità e sicurezza”. Il legale del quarantenne ha avanzato l’istanza di termini a difesa e il procedimento proseguirà il prossimo 16 giugno.