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Viterbo, 523 incidenti sul lavoro nei primi due mesi dell'anno

Beatrice Masci
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Due anni di pandemia, con attività industriali e agricole ridotte al minimo, hanno inciso positivamente sugli infortuni sul lavoro. Ma si è trattato solo di una parentesi, purtroppo, visto che l’anno in corso (i dati dell’Inail si riferiscono solo al bimestre gennaio-febbraio) è ripreso con un incremento degli infortuni: 523. Erano stati 318 quelli denunciati nello stesso periodo del 2021. Dati che oggi tornano prepotentemente in primo piano, visto che si celebra la giornata mondiale per la sicurezza sul lavoro.  Tornando alla Tuscia, per quanto concerne la tipologia, la maggior parte degli incidenti si verifica nei settori dell’agricoltura e dell’edilizia. Il primo perché è uno dei comparti trainanti dell’economia locale, il secondo perché gli incentivi statali hanno moltiplicato le aziende edili e i cantieri su tutto il territorio.

Se si analizzano i dati annuali, nel 2020, primo contrassegnato dal Covid e dalle chiusure, a Viterbo ci sono state 1.941 segnalazioni di infortunio sul lavoro. Erano state 2.111 nel 2019, 2.117 nel 2018 e 2.345 nel 2017. Sono ancora in fase di elaborazione, da parte dell’Inail, i dati riferiti al 2021. “La maggior parte degli infortuni - spiega Fortunato Mannino della Cisl - sono avvenuti in agricoltura e, soprattutto nell’ultimo periodo, nel settore dell’edilizia visto che è in forte ripresa. Quella che manca e che va incentivata, con controlli repressivi ma prima ancora con attività di formazione, è la cultura della salute nei luoghi di lavoro. Purtroppo ci sono settori nei quali ancora è carente”. Per quanto attiene la fascia di età, i più colpiti hanno tra 40 e 59 anni. E questo aspetto è una costante anche negli anni precedenti al 2020, a segnalare che il mondo del lavoro è ancora caratterizzato dalla presenza attiva di 40-50enni, invece che di 30enni, spesso impiegati con contratti atipici o addirittura in nero.

A proposito di lavoro nero, è chiaro che gli infortuni sul lavoro di chi è impiegato senza alcun contratto non possono figurare nelle tabelle dell’Inail, ma non per questo non esistono. Gli ultimi fatti di cronaca, in cui le forze dell’ordine hanno spesso denunciato la presenza di personale in nero, soprattutto in alcuni precisi settori, dimostra che la piaga è reale, ma non può rientrare nelle statistiche. Sul fronte degli incidenti mortali, per fortuna, l’ultimo dato registrato risale al 2020: tre persone in quell’anno persero la vita.