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Assenteismo Asl Viterbo, 17 indagati

Valeria Terranova
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Assenteismo presso il Servizio psichiatrico della Asl: 17 indagati. Già comparsi ieri mattina davanti al gup, sono quasi tutti psicologi e psichiatri. Si tratta degli esiti del secondo filone di un’inchiesta nata da un fascicolo risalente al 2018, quando finirono nell’occhio del ciclone, in diverse indagini distinte ma parallele, una trentina appunto di presunti assenteisti alle dipendenze del Servizio sanitario pubblico, tutti colpiti da provvedimenti di carattere penale. Parliamo in particolare di venti operatori del Centro trasfusionale dell’ospedale di Belcolle e di tre medici di guardia di Vetralla, le cui vicende giudiziarie intrapresero percorsi differenti.

Nell’ottobre di quattro anni fa furono quindi sospesi, per periodi che andavano dai 6 ai 10 mesi, due medici e un’assistente sociale della Cittadella della salute, i quali, in sede di interrogatorio di garanzia, si difesero dalle accuse di truffa aggravata e falsa attestazione in servizio. L’investigazione, come detto, aveva preso il via a dicembre 2017 ed era stata condotta dal nucleo investigativo dei carabinieri, sotto il coordinamento del pm Franco Pacifici. Da quei fatti scaturirono altri risvolti investigativi e processuali, fino ad arrivare all’apertura del procedimento principale, che adesso vede imputati 10 medici, recentemente rinviati a giudizio, che dovranno pertanto rispondere di assenteismo, peculato e truffa. Il dibattimento che li riguarda entrerà nel vivo il 14 dicembre davanti al collegio del Tribunale con la seduta che sarà dedicata all’ammissione delle prove.

Ieri invece, come detto, si è aperta l’udienza preliminare, celebratasi di fronte al giudice Savina Poli, per questi nuovi 17 professionisti, i quali si sarebbero assentati dal posto di lavoro, recita l’accusa, “secondo le modalità previste dall’articolo 55 quinquies del testo unico sul pubblico impiego”. Ad assisterli, tra gli altri, ci sono gli avvocati Roberto e Francesco Massatani, Marco Valerio Mazzatosta e Giovanni Labate. Nel corso dell’udienza, tenutasi a porte chiuse e svoltasi in mattinata, sarebbe stata stralciata, in particolare, la posizione di un solo indagato. Il dibattimento al cospetto del gup, ancora alle battute iniziali, sarà destinato a riprendere in autunno. Il 15 settembre, a quanto è dato sapere, sono previsti alcuni interrogatori. Da quanto si è appreso finora, si dovrebbero sottoporre alle domande dei magistrati coloro i quali hanno chiesto espressamente di essere sentiti sui fatti e sulle contestazioni mosse nei loro confronti.  Il 27 ottobre la parola passerà ai legali degli altri indagati e, salvo imprevisti, si dovrebbe procedere con la discussione, al termine della quale il gup deciderà sul rinvio a giudizio.