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Viterbo, spaccio di droga via Telegram. Alla sbarra 24enne algerino

Valeria Terranova
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E’ entrato nel vivo il processo a un 24enne di origini algerine, residente a Grotte di Castro, accusato dai carabinieri di Bolsena di aver ceduto dosi di hashish e marijuana a coetanei e a una minorenne. Secondo le ricostruzioni, l’imputato aveva creato un gruppo su Telegram nel quale venivano pubblicate le foto delle varie tipologie di sostanze stupefacenti da poter richiedere e da acquistare. Tra la clientela del giovane pusher ci sarebbero stati diversi compaesani e altri ragazzi residenti nei paesi sulle sponde del lago. Ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Elisabetta Massini, hanno sfilato i primi testimoni dell’accusa.

“In quel periodo consumavo abitualmente droghe leggere, ma non conosco personalmente questo ragazzo - ha raccontato un 25enne -. Dopo aver recuperato il suo contatto ci sentimmo su Whatsapp e ci accordammo per 13 grammi di hashish per i quali pagai 300 euro. Ci incontrammo a ottobre del 2020, di fronte un supermercato. Non ricordo con certezza se a Grotte di Castro o ad Acquapendente, comunque all’appuntamento ci fu lo scambio e andai via. Vidi questo ragazzo solo di sfuggita, tant’è che l’ho riconosciuto in aula perché me lo hanno indicato, altrimenti non avrei saputo individuarlo. Ritornando a quel giorno, mi accorsi che il quantitativo che mi aveva dato non corrispondeva a quanto stabilito, quindi ci furono altri messaggi, poiché ero intenzionato ad avere la quantità che mancava, avendo pagato per intero la somma. Il link del gruppo Telegram lo ebbi nello stesso momento in cui riuscì ad avere il suo recapito - ha spiegato il testimone -. Non so se ci fosse lui dietro questa chat, ma allora lo diedi per scontato”.

In seguito è stata sentita una ventenne, all’epoca dei fatti minorenne. “Lo conosco di vista perché abitiamo nello stesso paese - ha spiegato la ragazza -. Ero solita fumare con le amiche il sabato sera e mi capitò un paio di volte di rivolgermi a lui per la droga, perché frequentavamo lo stesso bar ed era facile incontrarlo”. Il dibattimento proseguirà il 21 giugno con l’ascolto di 5 testi. Il terzetto collegiale ha fissato al 5 luglio l’udienza che sarà dedicata alla conclusione dell’istruttoria e alla discussione.