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Acqua termale Viterbo, al via chiusura pozzi alle Zitelle

Alessio De Parri
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Sono iniziate le indagini geofisiche nella zona delle Zitelle che anticipano di qualche giorno la chiusura della fonte termale. Dopo tanti anni, dunque, il Comune mette una volta per tutte la parola fine alla dispersione di acqua termale nei campi lungo la Tuscanese. Uno spreco di 14 litri al secondo, che fuoriescono dai pozzi alimentati dalla sorgente termale. I lavori, per un importo complessivo di 200 mila euro, dovrebbero durare al massimo un paio di settimane.

La svolta definitiva è arrivata all’inizio di aprile, una volta che il progetto presentato da Palazzo dei Priori ha ottenuto il via libera della Regione Lazio, che era subordinato, appunto, ad alcune ulteriori verifiche, tra cui quelle di carattere geofisico. La Sovrintendenza, invece, aveva già dato l’ok nel gennaio del 2020. Le indagini e le video-ispezioni, per i quali sono stati destinati 4.460 dei 200 mila euro stanziati, sono state eseguite nel vecchio pozzo ex Itet. Successivamente le verifiche riguarderanno anche il pozzo che si trova su un terreno privato distante una settantina di metri da quello già controllato. “La chiusura della fonte termale delle Zitelle - sottolinea il dirigente del settore termale del Comune, Eugenio Monaco - è ormai questione di settimane. Con la fine della dispersione di acqua nei campi si avrà l’arricchimento del bacino sotterraneo e, di conseguenza, un maggiore afflusso di acqua termale sia in favore dei privati sia per quanto riguarda il bacino del Bullicame".

"L’ex pozzo Itet, una volta chiuso, sarà attrezzato con un rubinetto che in futuro permetterà di attingere acqua oppure di chiuderla, a seconda delle necessità. La Regione Lazio, che rilascia al Comune la concessione delle acque termali, ci ha anche richiesto una serie d'incombenze che abbiamo provveduto a esaudire, anzi, abbiamo fatto anche di più - sottolinea ancora Eugenio Monaco -. Siamo pronti a realizzare, infatti, un impianto di monitoraggio sul settore acquifero, con tutti i vasi dei pozzi che saranno dotati di misuratori di portata collegati tra loro a una software gestionale. Questo sistema ci aiuterà a capire qual è lo stato di salute delle acque termali”.