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Viterbo, rapina al portavalori sulla Superstrada. Mercoledì 27 aprile il verdetto

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E’ attesa per domani 27 aprile la sentenza per Fabio Aglioti, l’ex vigilantes cinquenne di Civitavecchia che è accusato di aver ideato e portato a termine insieme a quattro complici la rapina ai danni di un portavalori il 1 febbraio del 2016 lungo la Superstrada all’altezza dello svincolo di Cinelli. Sono in programma l’arringa difensiva, le eventuali repliche della pubblica accusa poi la camera di consiglio. Nell’ultima udienza il pm Stefano D’Arma ha chiesto una pena di 6 anni per l’imputato e una multa di 4 mila e 500 euro. Successivamente, l’avvocato Roberto Alabiso, difensore dell'unica parte offesa, un collega del 50enne che al momento dell’agguato stava viaggiando a bordo del van blindato, ignaro del piano architettato alle sue spalle, ha sottolineato quanto subito dal proprio assistito associandosi alle conclusioni del pm.

 


Il 50enne, tuttora ai domiciliari, è stato incastrato a distanza di 5 anni dalla rapina da oltre un milione di euro attraverso intercettazioni, verifiche e i risultati emersi a seguito dei test e dai match di compatibilità ottenuti dalle analisi effettuate sulle tracce di Dna, prelevate dagli inquirenti sull'auto che fu utilizzata e poi abbandonata dai banditi. La sterzata arrivò a ottobre 2019, con l’ulteriore acquisizione delle captazioni relative a un'inchiesta su corruzione e spaccio che la polizia penitenziaria stava seguendo all'interno del penitenziario di Mammagialla.

 

A dicembre 2020 oltre al 50enne, fu raggiunto da un’ordinanza di custodia cautelare in carcere anche un pregiudicato campano, originario di San Giuseppe Vesuviano. Il principale accusatore dell'imputato, ex collega e amico del 50enne civitavecchiese, anch'egli implicato nella vicenda e considerato il basista della rapina, è uscito di scena patteggiando la pena a 1 anno e 10 mesi.