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Viterbo, cinghiali. Incidenti e danni alle coltivazioni: in un anno e mezzo 80 segnalazioni

Paolo Di Basilio
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Si avvicinano sempre di più ai centri urbani e, specie di notte, sono ormai un pericolo per ogni automobilista che percorre le strade della provincia, comprese quelle ad alto scorrimento. E’ notizia di un paio di settimane fa l’investimento di un grosso cinghiale nella superstrada in direzione Orte poco dopo lo svincolo per Vitorchiano. Un incidente che poteva avere conseguenze ben più gravi e che riporta in agenda il tema dell’invasione degli animali selvatici su strade e nei centri abitati.

 


 

“E’ un tema che conosciamo bene”, sospira Antonio Nobili presidente di Confconsumatori Viterbo. Restando all’ultimo anno e mezzo sono decine le segnalazioni per la presenza di ungulati vicino le abitazioni o nelle strade, specie di notte. Ma non solo. Un paio di settimane fa una famigliola di cinghiali è stata fotografata e filmata mentre entrava nel cortile di una palazzina nel quartiere Cappuccini.
“Se prendiamo in esame solo il periodo dall’inizio del 2021 ad oggi avremo avuto circa un’ottantina di segnalazioni: persone che hanno distrutto l’auto dopo aver investito un animale, agricoltori che hanno subito danni alle coltivazioni o che si sono infortunati cadendo nelle buche scavate dai cinghiali, altre persone che ci chiamano impaurite perché hanno i cinghiali davanti la porta di casa”, spiega il responsabile dell’associazione.
Purtroppo in caso di danni o infortuni ottenere un risarcimento non è proprio la cosa più facile del mondo. “Diciamo che solo un 10% dei soggetti che ci segnalano problemi o incidenti legati alla fauna selvatica alla fine decide di portare avanti la pratica. ma quando poi andiamo in tribunale riusciamo sempre ad ottenere risarcimenti, specie dalla Regione”, argomenta Nobili che continua: “C’è l’agricoltore che è rimasto a letto un mese dopo una distorsione alla caviglia causata dai ‘solchi’ lasciati dai cinghiali dopo un passaggio nel suo terreno anche se la parte del leone la fanno gli automobilisti che si sono visti il mezzo danneggiato dopo lo scontro con un animale”.

 

Ma non è facile portare avanti queste pratiche, spesso è richiesta una documentazione dettagliata e puntuale e dunque in molti si scoraggiano. “Basti pensare - conclude Nobili - che in caso di un incidente con un cinghiale bisogna far fotografare il corpo dell’animale, chiamare subito le forze dell’ordine e in caso il servizio veterinario. Spesso chi è vittima di questo tipo di disavventure, vuoi per lo choc o la paura, non ha la freddezza di far verbalizzare subito tutto e dunque è veramente difficile, in quel caso, portare avanti i procedimenti per ottenere i risarcimenti dagli enti responsabili per il contenimento della fauna selvatica”.