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Viterbo, fiera delle campanelle di Acquapendente salta ancora

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Acquapendente, la tradizionale Fiera delle campanelle domani,  non si effettuerà. A comunicarlo la sindaca Alessandra Terrosi: “Giovedì mattina - sottolinea - abbiamo partecipato al Comitato di ordine e sicurezza pubblica presso la Prefettura di Viterbo per discutere le misure di sicurezza della fiera delle campanelle. Abbiamo cercato di rimodulare il piano quanto più possibile per renderlo conforme alle linee guida per la ripartenza delle manifestazioni fieristiche, pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale del 4 aprile, e alle prescrizioni ricevute per l'evento, ma la tipologia di manifestazione e la natura dei luoghi interessati, purtroppo, non hanno consentito in tempi così brevi l'organizzazione della fiera in condizioni di sicurezza, priorità assoluta dell'amministrazione sia per gli avventori che per gli operatori del settore coinvolti. Conosciamo bene il valore sociale ed economico della Fiera delle campanelle a cui, con rammarico, dobbiamo rinunciare, almeno per ora: vorremmo infatti coordinarci con gli operatori fieristici e con i commercianti aquesiani per ipotizzare il recupero della fiera delle campanelle edizione 2022, in estate, sperando di poter vivere nuovamente quel clima di festa che sempre ha caratterizzato la nostra fiera principale. Vogliamo ringraziare tutti coloro che in questi giorni hanno collaborato con noi nel tentativo di raggiungere l'obiettivo: l'associazione dei commercianti Aquesio al centro, e gli altri commercianti aquesiani, le associazioni di categoria, la Protezione civile, la Croce rossa, gli uffici comunali interessati e le forze dell'ordine. Intanto siamo già al lavoro per la realizzazione della fiera di mezzomaggio”

 

Niente da fare quindi, per il terzo anno consecutivo, ad un evento in grado di attirare non solo gli aquesiani ma anche le popolazioni umbre e toscane. Restano le bellezze uniche del paese e del suo circondario, come attrattiva per i turisti di questo fine settimana lungo che arriverà fino al 25 aprile. Un paese dalle tradizioni millenarie come appunto questo mercato che prende le mosse dalle visite che i pellegrini di Terrasanta facevano al papa al loro ritorno.

 

Nella domenica post-pasquale affluivano nel territorio altoviterbese sostando e riposandosi prima di avviarsi all’ultima tappa verso Roma. Occasione per commerciare e barattare monili portati dall’Oriente con vettovaglie. Il graduale diminuire del pellegrinaggio specie dopo le Crociate non cancellò tuttavia la fiera, come purtroppo invece è riuscito a fare il Covid 19. Ma nel corso dei secoli la manifestazione è stata istituzionalizzata ed è diventata un’attrazione, dove l’afflusso è non solo di compratori ma anche di curiosi, un’occasione anche per ascoltare le storie e le vicissitudini di pellegrini che tra le numerose chincaglierie vendevano quella che né diventata il simbolo: la campanella di coccio realizzata dal fiorente artigianato artistico; che dopo essere cotta nei forni veniva dipinta con allegorie fantasiose.