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Viterbo, zafferano della Tuscia dichiarato prodotto tradizionale

A. S. 
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Su azione proposta dal Consorzio Zafferano di Nepi, che ha presentato istanza di riconoscimento come Prodotto agroalimentare tradizionale (Pat) ad Arsial (legge del 12 dicembre 2016, numero 238), che per conto della Regione Lazio cura il censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali attraverso i sopralluoghi presso le aziende locali al fine di acquisire le specifiche del processo produttivo, e mediante riscontri storico-culturali e socio-economici relativi al prodotto tradizionale, il Mipaaf, con decreto del 25 febbraio 2022 pubblicato in Gazzetta ufficiale del 2 marzo scorso, ha aggiornato l’elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali, inserendo anche lo zafferano della Tuscia tra i prodotti tradizionali.

 


Per essere riconosciuto Pat, un prodotto deve necessariamente essere caratterizzato, secondo quanto indicato dalla normativa attuale, da “metodi di lavorazione, conservazione e stagionatura consolidati nel tempo, omogenei per tutto il territorio interessato, secondo regole tradizionali” per un periodo non inferiore ai venticinque anni, cosa riconosciuta al prodotto nepesino.

 

Il paniere regionale delle produzioni tradizionali si arricchisce dunque con lo zafferano coltivato nella provincia di Viterbo.
Per il consorzio, che si propone di promuovere, tutelare, valorizzare e commercializzare la varietà locale dello zafferano di Nepi e i suoi derivati, dopo il riconoscimento del marchio “Tuscia Viterbese”, concesso dalla Camera di commercio di Rieti e Viterbo, è arrivato questo nuovo importante riconoscimento su scala nazionale. Un riconoscimento importante per Nepi ma anche per tutta la Tuscia.
In pochi anni di vita, il Consorzio Zafferano di Nepi ha portato la provincia di Viterbo tra le eccellenze per la produzione dell’“oro vermiglio”, permettendo alle aziende associate di diversificare le produzioni con un prodotto da reddito che si fregia di avere, inoltre, un irrisorio impatto ambientale.