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Viterbo, chi ha il pezzo di carta guadagna di più. I redditi del capoluogo crescono grazie alle lauree

Massimiliano Conti
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Ma chi l’ha detto che il “pezzo di carta”non serve più? Se non la sicurezza di ottenere un impiego, chi studia ha ottime possibilità di guadagnare di più. Anche se abita nella depressa e ancora feudale provincia di Viterbo, dove il lavoro e i redditi in genere dipendono, più che dal merito, dal santo in paradiso. 
E’ questo il messaggio che arriva alle nuove generazioni dall’incrocio dei dati sui redditi 2020, recentemente pubblicati dal Mef, e quelli relativi ai titoli di studio. 

 

 

A incrociarli è stata l’unità Infodata del sole 24 ore, e il risultato parla chiaro: nei comuni dove più alta è la percentuale dei laureati è maggiore anche il tasso di contribuenti che dichiarano un reddito sopra i 55 mila euro l’anno. Nel caso della Tuscia è il capoluogo a trovarsi nella posizione più alta sulla linea retta che taglia in due il grafico, in cui l’ordinata indica i redditi e l’ascissa la percentuale dei laureati over 25. 
Nella città dei papi e dell’Unitus, quest’ultima è del 17,7%, la più alta a livello provinciale e la decima a livello regionale. A fronte di ciò Viterbo è anche il comune della provincia che vanta il tasso maggiore di redditi sopra i 55 mila euro: il 5,228%. All’altro capo della retta troviamo il comune di Onano, dove al più basso numero di laureati della provincia in proporzione agli abitanti (appena il 4,83%) corrisponde anche la percentuale più bassa di maxi redditi. Subito dopo, appaiate ma molto distanti dal capoluogo, troviamo Orte, con il 13,73% di laureati e il 3,263% di redditi superiori ai 55 mila euro, e Vitorchiano, con il 13,49% e il 4,665%. In ottima posizione anche Sutri, dove la percentuale dei laureati sfiora il 13 e quella dei contribuenti sopra i 55 mila euro supera il 4,5. 

 

Si difendono bene anche Capodimonte (12,37% di laureati e 4,157% di super redditi), Montefiascone (12,04% e 2,724%) e Tarquinia (11,72 e 3,854), mentre Civita Castellana si piazza a metà classifica (10,08 e 3,270). Fa storia a sé Tessennano, il più piccolo comune della Tuscia, dove a fronte di un buon numero di laureati (12,16%) non vanta alcun percettore di redditi superiori ai 55 mila euro.
Nel Lazio svetta Roma con il 23,68% di laureati e il 9,40% di benestanti, anche se in questa seconda categoria il primato spetta a Grottaferrata: 10,69% a fronte comunque di un tasso di laureati che sfiora il 23%. All’altro capo della classifica troviamo il comune di Vallepietra (2,73% di laureati e nessun reddito sopra i 55 mila euro). 
In cima alla classifica nazionale, infine, non c’è alcuna metropoli, bensì il piccolo comune di Basiglio, in provincia di Milano: 7.900 abitanti, il 31% dei quali con il pezzo di carta affisso alla parete e il 23,88% con più di 55 mila euro l’anno in tasca.
Insomma, stando a questa analisi condotta dal quotidiano economico, più aumenta la percentuale di laureati più aumentano i redditi medi delle città.